11/07/2006, 00.00
EMIRATI ARABI
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Una legge anti-schiavitù negli Emirati, in crisi le corse di cammelli

Nello sport più amato dai beduini, sono i bambini, spesso rapiti o venduti da famiglie povere, i fantini che cavalcano gli animali in gara.

Abu Dhabi (AsiaNews) – Si annuncia un duro colpo per gli appassionati di corse di cammelli, lo sport più amato dai beduini. Un disegno di legge approvato dal governo degli Emirati Arabi Uniti prevede il carcere a vita per la riduzione in schiavitù ed il traffico di esseri umani e tutela specificamente i bambini, che sono spesso usati come fantini nelle gare tra cammelli.

Nel progetto di legge, del quale Al Jazeera prevede una rapida approvazione "il traffico di esseri umani è definito in modo da comprendere ogni forma di sfruttamento sessuale, servitù imposta, riduzione in schiavitù, traffico di schiavi e pratiche simili" e prevede l'ergastolo per crimini contro donne, bambini e disabili o nel caso in cui a commettere il delitto sia il tutore delle vittime.

Gli Emirati, con il Qatar ed il Kuwait, sono stati tolti il mese scorso dal gradino più basso – il terzo - di coloro che trafficano esseri umani dal rapporto del Dipartimento di Stato Usa sul traffico di esseri umani. Nella regione, ad occupare il livello tre è rimasta solo l'Arabia Saudita.

Lo scorso anno, gli Emirati erano stati accusati di usare minori di 18 anni per le corse dei cammelli, una pratica internazionalmente condannata come una forma di schiavitù. Secondo gruppi per la tutela dei diritti, diverse migliaia di ragazzi, a volte di soli quattro anni, sono usati come fantini. Provenienti per lo più dalle regioni più povere dell'Asia e dell'Africa, i bambini sono rapiti o venduti dalle loro famiglie; tenuti in condizione di prigionia e costretti in stato di denutrizione per farli essere leggeri, in modo che il cammello possa correre più velocemente.

I gruppi per la tutela dei diritti umani accusano i Paesi produttori di petrolio di tenere gli occhi chiusi su mancato pagamento di stipendi, mancanza di tutela sanitaria e di alloggiamento decente dei lavoratori che formano la colonna vertebrale di un economia che prospera sugli alti prezzi del petrolio.

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