12/08/2016, 10.37
PAKISTAN
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Vescovi del Pakistan: il Paese riscopra le sue radici di tolleranza e rispetti le minoranze

di Kamran Chaudhry

In occasione della Giornata nazionale per le minoranze, mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, ha chiesto che “i gruppi non musulmani siano inseriti a piano titolo nella società come riconoscimento per i loro meriti”. L’arcivescovo di Lahore ricorda che “il fondatore del Pakistan aveva promesso rispetto per tutte le religioni, mentre ora siamo in preda all’intolleranza”.

 

Lahore (AsiaNews) – I cittadini non musulmani “hanno giocato un ruolo vitale nella formazione del Pakistan. Non solo hanno dato la vita per la libertà ma continuano ancora oggi a lottare per la costruzione della nazione. Per questo le loro preoccupazioni devono essere affrontate dal governo”. Lo ha detto mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabd e presidente della Commissione episcopale di Giustizia e pace, durante la celebrazione della Giornata nazionale per le minoranze avvenuta ieri.

Nel 2009, grazie all’opera di Shahbaz Bhatti, il governo del Pakistan ha deciso di istituire la Giornata delle minoranze per onorare il servizio e il sacrificio resi da queste comunità (indù, cristiane e sikh) alla nazione.

In occasione del 69mo anniversario dello storico discorso di Mohammad Ali Jinnah – fondatore del Pakistan moderno – all’Assemblea costitutiva del neonato Stato (1947), il governo del Punjab e il Dipartimento per i diritti umani e le minoranze hanno organizzato una giornata di incontri, canti e discorsi per omaggiare le comunità non islamiche (v. video). Vi hanno partecipato a migliaia fra suore, impiegati parrocchiali, leader indù e sikh.

Parlando al Lahore Arts Council, mons. Arshad ha detto: “Sappiamo che il Pakistan sta attraversando una fase difficile della sua storia. L’intolleranza religiosa e le disattenzioni politiche nella società hanno creato un senso di disperazione fra la gente. Le minoranze devono essere inserite a tutti gli effetti nel complesso della società”.

Anche mons. Sebastian Shah, arcivescovo di Lahore, è intervenuto sull’argomento dalle pagine della rivista bimestrale dell’arcidiocesi. Nel messaggio, il prelato ha ricordato che il fondatore Mohammad Ali Jinnah “ha assicurato i leader cristiani che ogni persona in Pakistan avrebbe avuto una vita libera secondo la propria religione e che lo Stato non avrebbe avuto problemi con le religioni. Mentre celebriamo il giorno della nostra indipendenza [14 agosto ndr] pensiamo a quale direzione sta prendendo il nostro Paese”.

Zakia Shahnawaz, ministro provinciale musulmano per l’Educazione superiore, ha appoggiato gli appelli dei vescovi, affermando però che “i musulmani non possono fermare il terrorismo da soli. I nostri cuori piangono insieme ogni volta che un suicida si fa esplodere e uccide chiunque. Dobbiamo cercare insieme soluzioni a questi problemi”.

 

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