03/07/2008, 00.00
LIBANO
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Vescovi: il Libano ha bisogno di un governo, i politici pensino al bene comune

Al termine del loro Consiglio nazionale, i presuli esortano i politici a mettere da parte le preoccupazioni personali, perché la crisi economica rende urgente la composizione del governo.
Beirut (AsiaNews) - Preoccupati per la lentezza con la quale vanno avanti le trattative per la formazione del governo di unità nazionale, mentre la crisi economico continua ad aggravare la situazione del Libano i vescovi maroniti esortano i politici a mettere “l’interesse del Libano e di tutti i libanesi al di sopra delle considerazioni particolari delle diverse componenti politiche”.
 
In un documento diffuso ieri pomeriggio, al termine della riunione del loro Consiglio nazionale, i vescovi rilevano che “si è notevolmente abbassato il livello etico del discorso politico e la gran parte dei cittadini se ne allontanano” e sottolineano l’atteggiamento di coloro che “si rivolgono gli un agli altri con rispetto e argomenti concreti, il che favorisce l’accordo, invece del linguaggio di disprezzo e volgare di alcuni”.
 
I vescovi, inoltre, sottolineano ancora una volta la necessità di mettere “al centro dei dibattiti i problemi che la gente si trova ad affrontare”. I vescovi citano “l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, un problema che si sta generalizzando”, ma che colpisce in modo particolare i poveri costretti a “vivere giorno per giorno”. La situazione è tale che “la maggioranza dei libanesi vive al di sotto della soglia di povertà, il che spinge molti di loro ad emigrare”. L’inizio del tempo delle vacanze, infine, spinge i vescovi ad esortare i libanesi a mostrare la loro tradizionale ospitalità verso tutti coloro che questa estate verranno a visitare il Paese.
 
Quasi in risposta all’appello dei vescovi e di un clima di ottimismo che si era diffuso ieri negli ambienti politici, una fonte del Free Patriotic Movement di Michel Aoun,  - parte dell’opposizione guidata da Hezbollah -  ha fatto sapere che dovrebbe essere respinta la proposta di composizione del governo presentatagli dal primo ministro incaricato Fouad Siniora. (PD)
 
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