06/06/2015, 00.00
HONG KONG - CINA
Invia ad un amico

Vescovo di Hong Kong: E' tempo di curare le ferite di Tiananmen

di Victoria Ma
All'incontro di preghiera che ha preceduto la veglia al Victoria Park, mons. Ha invita i cattolici ad ascoltare la voce della coscienza: "Non va misurata dal rumore che fa, ma dalla persistenza con cui parla. Ovvero fino a che non viene ascoltata". Un appello ai leader della Cina: "E" arrivato il momento di assumersi la responsabilita' di quanto avvenne 26 anni fa"

Hong Kong (AsiaNews) – Almeno 135mila persone hanno partecipato alla veglia a lume di candela nel Victoria Park per ricordare le vittime del massacro di 26 anni fa in piazza Tiananmen. Persone di tutti gli strati sociali, famiglie con figli, giovani hanno preso parte all’incontro durato più di due ore, in memoria dei giovani studenti e operai spazzati via dall’esercito cinese perché domandavano più democrazia e meno corruzione.

Quello di Hong Kong è l’unico evento in terra cinese a ricordo del massacro. A Pechino e in Cina molti dissidenti sono stati arrestati, le comunicazioni interrotte, attivisti sono stati deportati per evitare che vi fosse anche il più piccolo raduno. Su internet e negli sms son stati bloccati tutti i messaggi che riportavano le parole “liu-sì” (sei-quattro, in riferimento al quattro giugno).

Per la prima volta in 26 anni, alcuni gruppi di giovani studenti hanno svolto alcune commemorazioni per conto proprio e non insieme agli organizzatori della veglia in Victoria Park, “l’Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti patriottici e democratici della Cina”.

Essi hanno organizzato piccole manifestazioni a Pok Fu Lam e a Tsim Sha Tsui, che hanno radunato alcune migliaia di giovani. Questi gruppi sono stati definiti “localisti” perché intendono lavorare solo per la democrazia in Hong Kong e non preoccuparsi del movimento democratico in Cina. Il card. Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, presente alla veglia, aveva già criticato questa posizione.

Prima della veglia, a cui hanno partecipato laici, sacerdoti e vescovi, i cattolici hanno tenuto un incontro di preghiera, in cui mons. Joseph Ha, vescovo ausiliare di Hong Kong, ha pronunciato un’omelia-riflessione. Di seguito, il racconto della nostra corrispondente. 

"La forza della nostra voce, della nostra coscienza, non si basa sulla forza o sulla debolezza del suono che emette, ma nella persistenza e nel continuo parlare fino a che non si viene uditi". Lo ha detto mons. Joseph Ha Chi-shing, vescovo ausiliare di Hong Kong, ai partecipanti alla veglia di preghiera che si e' tenuta al Victoria Park un'ora prima dell'inizio della veglia di memoria, cui hanno partecipato un numero record di 135mila persone. 

All'incontro di preghiera hanno partecipato centinaia di cattolici e non cattolici, ed aveva come tema "Cosa ha a che fare il 4 giugno con me?". All'inizio sono state lette le testimonianze di alcuni protagonisti del 4 giugno, l'attivista Li Wangyang e la giornalista Gao Yu.

I partecipanti hanno pregato il Rosario, cantato inni sacri e ascoltato una riflessione del vescovo Ha. Alla fine tutto si e' concluso con una benedizione e una preghiera da parte del card. Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, e di altri circa 10 sacerdoti presenti. Subito dopo, il gruppo si e' unito alla veglia a lume di candela nel parco. 

Nel corso della sua riflessione, mons. Ha ha ricordato l'esperienza personale delle ferite, piccole o più' serie, subite da ognuno. Un corpo totalmente ustionato, ha detto, può' mettere una vita in pericolo. Eppure, anche in queste condizioni alcune persone non vanno dal medico perché' non ritengono di essere in gravi condizioni. Queste persone, ha aggiunto, vanno avvertite del pericolo che corrono.

"L'incontro di questa sera e' come un promemoria, una voce, la voce della coscienza. Davanti a una nazione con 1,3 miliardi di persone, la voce di Hong Kong e' molto piccola: e davanti a sette milioni di persone, la società' di Hong Kong, la voce della Chiesa e' ancora più' piccola. Tuttavia, dato che questa voce viene dalla coscienza, essa ha potere e forza".

"Questa - ha aggiunto mons. Ha - e' la voce della coscienza. E noi per primi dobbiamo ascoltarla. Io sono qui, tengo in mano una candela, canto e prego perché' credo con fermezza che le persone abbiano il diritto di ricercare libertà', giustizia, democrazia e stato di diritto. La popolazione ha il diritto di vivere con dignità'. Non posso fare molto, ma lo faccio e continuerò' a farlo. Questo e' il modo in cui io ascolto la voce della coscienza".

"Quindi - ha sottolineato - dobbiamo fare in modo che questa voce venga ascoltata anche dai compatrioti che hanno sacrificato la propria vita durante l'incidente del 4 giugno, dobbiamo farla sentire alle loro famiglie e a coloro che difendono la dignità' umana e lottano per libertà', giustizia, democrazia e stato di diritto. Questa voce dice loro: non siete soli! Noi vi ricordiamo! Grazie! Noi siamo con voi!".

In conclusione, mons. Ha ha detto: " Infine dobbiamo fare in modo che la voce della coscienza venga ascoltata anche da coloro che sono al potere. Questa ferita deve essere curata. Questa ferita e' aperta da 26 anni e chiede sempre di più' che questa nazione - tanto forte - si assuma la responsabilità' morale di quanto accaduto. E' arrivato il tempo di fare questo passo! Non dite che vadano sviluppate prima l'economia o lo stile di vita delle persone: che ne e' della democrazia e dello stato di diritto? Oggi non e' il momento che la nazione emerga vergo un nuovo potere? Leader della nazione, non abbiate paura!".

Noi, ha concluso il presule, "ascoltiamo la voce della coscienza che, in verità', e' la voce di Dio. Essa parla con voce soffice e debole. La sua forza non risiede nel rumore che fa, ma nella persistenza. Fino a che non venga ascoltata".

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Card. Zen: “Pechino lavi la sporcizia lasciata dal massacro di Tiananmen”
05/06/2007
Messa per Tiananmen, card. Zen: Preghiamo per chi si è sacrificato per la nostra libertà
04/06/2021 16:56
Arrestata organizzatrice della veglia per il massacro di Tiananmen
04/06/2021 08:47
Card. Zen: Giustizia per le vittime del 4 giugno, le veglie tengono viva la memoria
06/06/2016 11:45
Hong Kong “ricorda il 4 giugno 1989. Su questo non si discute”
31/05/2016 13:57


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”