26/02/2014, 00.00
SRI LANKA
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Vescovo di Mannar: Sulle fosse comuni il governo dica la verità

di Melani Manel Perera
Nel distretto sono stati rinvenuti i resti di 80 persone, tra cui donne e bambini. Mons. Rayappu Joseph ha celebrato una messa di suffragio: "Vogliamo sapere cosa è accaduto. Non abbiamo bisogno di cibo, ma di risposte".

Colombo (AsiaNews) - Il vescovo di Mannar, mons. Rayappu Joseph, ha celebrato una messa speciale di suffragio per le anime di 80 sconosciuti, i cui cadaveri sono stati rinvenuti nei giorni scorsi in una fossa comune vicino al tempio Thirukketheeswaram (Northern Province). "Vogliamo sapere cosa è accaduto a queste persone - ha sottolineato il presule nell'omelia - e vogliamo risposte. Non abbiamo bisogno di cibo, ma di verità. Il governo non può distribuire a forza certificati di morte alle famiglie di persone sparite nel nulla".

Alla liturgia hanno partecipato numerosi sacerdoti e suore diocesani, oltre a tutti gli abitanti della zona, molti dei quali hanno perso le tracce dei loro cari da anni e che sperano di trovare una risposta con il ritrovamento di questa fossa comune.

Per quasi 30 anni il nordest dello Sri Lanka è stato teatro di una sanguinosa guerra civile, combattuta dalle Tigri Tamil e dalle forze armate. I ribelli rivendicavano la creazione di uno Stato separato in quelle zone, abitate per lo più da tamil (secondo gruppo etno-linguistico del Paese). Dal 1990 al 2009 (quando il conflitto è ripreso con maggiore intensità) molte persone sono scomparse, in particolare uomini e padri di famiglia. Anche a guerra finita, di loro non si è saputo più nulla e tante famiglie continuano a chiedere alle autorità di fare luce sulla sorte dei loro cari.

La fossa comune è stata scoperta nel dicembre scorso, con il ritrovamento di 36 scheletri. Tuttavia,  quando sono riprese le ricerche sono stati rivenuti molti più cadaveri. Dhananjaya Waidyaratne, medico legale incaricato delle indagini, ha spiegato: "Questa è la prima fossa comune scoperta nella zona da quando le truppe hanno sconfitto i ribelli Tamil. Per il momento abbiamo rinvenuto gli scheletri di 80 persone. Adesso dovremo condurre altri esami per stabilire come e quando sono morte. Tra i resti si contano anche quelli di donne e bambini".

Il governo ha subito cercato di allontanare le preoccupazioni che i militari possano essere coinvolti, ricordando che l'area di Mannar è stata per lungo tempo una roccaforte delle Tigri Tamil. Tuttavia nel 2008 l'esercito ha riconquistato la zona, ed è proprio durante l'ultimo anno di guerra che si sarebbero consumate le violenze più atroci sui civili, per mano di entrambe le parti.

"Dobbiamo cercare informazioni - ha aggiunto mons. Joseph nell'omelia - sulle persone scomparse. Si devono fare indagini trasparenti, perché vogliamo sapere cosa è successo a questi morti. Dobbiamo alzare la voce per chi è sparito nel nulla: abbiamo il diritto di combattere per la giustizia. Preghiamo per tutti, per chi è morto durante la guerra e per chi è scomparso".

Lo scorso anno alcuni operai hanno scoperto un'altra fossa comune nel distretto di Matale (Central Province), a centinaia di chilometri dalle zone "calde" del conflitto. Lì sono stati identificati gli scheletri di almeno 155 persone, frutto di uno scontro antigovernativo avvenuto tra il 1987 e il 1990, non legato alla guerra civile.

 

 

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