04/08/2015, 00.00
FILIPPINE – INDONESIA

Vescovo filippino: Mary Jane Veloso è innocente, venga punito chi l’ha sfruttata

La donna filippina è in carcere in Indonesia, condannata per traffico di droga. Su di lei pende ancora la condanna a morte. Il presidente della Commissione episcopale per la cura dei migranti ad AsiaNews: “L’hanno usata e depredata della sua innocenza. Pregheremo per lei e accudiremo i suoi figli. Siamo fiduciosi che la condanna verrà sospesa”.

Balanga (AsiaNews) – Mary Jane Fiesta Veloso “è una vittima involontaria del traffico umano. L’hanno usata e hanno depredato la sua innocenza, e chi la accusa senza prove deve essere perseguito”. Con queste parole mons. Ruperto Cruz Santos DD, vescovo di Balanga e presidente della Commissione episcopale per la cura dei migranti, commenta ad AsiaNews gli ultimi sviluppi della vicenda che vede la donna filippina condannata a morte in Indonesia per traffico di droga.

Mary Jane Fiesta Veloso, lavoratrice migrante e madre di due figli, nell’aprile del 2010 è stata scoperta con 2,6 kg di eroina nella valigia all’aeroporto di Yogyakarta. Ha scampato l’esecuzione capitale prevista per lo scorso aprile in seguito all’arresto di Maria Kristina Sergio che, secondo le autorità filippine, avrebbe ingannato Mary Jane facendole trasportare la droga senza che lei lo sapesse.

È una buona cosa, continua mons. Santos, che “la trafficante Maria Kristina Sergio e il suo partner, Julius, siano indagati dal Dipartimento di giustizia. La nostra missione, come Conferenza episcopale filippina e attraverso la Commissione per i migranti è quella di continuare a pregare per Mary Jane e proteggere i suoi figli. Continuiamo a pregare affinché giustizia sia fatta e l’innocenza di Mary Jane sia infine dimostrata”.

Il vescovo Santos racconta che “la Chiesa, in modo speciale la diocesi Cabanatuan [dove risiede la famiglia Veloso ndr] sta assistendo la famiglia di Mary Jane. Stiamo anche organizzando un programma di sostegno all’educazione nei college per i figli degli Ofw [lavoratori filippini all’estero ndr] che sono finiti in prigione”.

La situazione per i lavoratori migranti filippini (circa 10 milioni) è spesso drammatica e, afferma mons. Santos, “stiamo chiedendo al governo filippino di creare nuovi posti di lavoro qui, così che i cittadini non siano più costretti e cercare fortuna altrove”. “Noi speriamo e siamo convinti – conclude il presule – che Mary Jane sarà salvata dalla condanna a morte. Noi la aiuteremo sempre e assisteremo i suoi cari”.

Nelle scorse settimane, Mary Jane ha ricevuto segnali di vicinanza dalle più alte autorità e personalità filippine. Pochi giorni fa, una delegazione del Ministero degli esteri e degli Affari legali filippino ha fatto visita alla donna nel carcere di Yogyakarta, incontrando anche il Ministro per diritti umani dell’Indonesia.

La reazione del ministro indonesiano è stata fredda: egli ha definenito il viaggio diplomatico come “una visita di cortesia alla Veloso in prigione” e nulla più. Tony Spontana, portavoce del Ministero di giustizia indonesiano, ha dichiarato che uno dei temi della discussione è stato l’accordo legale tra i due Paesi sul caso: “Speriamo che il processo in atto nelle Filippine per provare l’innocenza della Veloso sia compiuto in modo oggettivo, allo stesso modo del processo in atto in Indonesia”.

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