06/08/2014, 00.00
CINA
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Xi Jinping al Politburo: Combatterò la corruzione a costo della vita

Il presidente cinese ha avvisato la ristrettissima cerchia di potere che governa la Cina: "Questa battaglia è oggi in stallo, ma la porterò avanti anche se dovessi perdere tutto". Analisti politici concordi: la campagna contro i corrotti ha toccato nervi scoperti "ad altissimi livelli. Se Xi non vince, verrà distrutto".

Pechino (AsiaNews) - La battaglia contro la corruzione nel Partito comunista "andrà avanti, dovessi morire o perdere la mia reputazione personale. I due eserciti, quello delle tangenti e quello dell'onestà, sono oramai in guerra aperta: ora siamo in un momento di stallo, e per questo serve nuovo impegno e nuova determinazione". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping durante un discorso, definito da alcuni come "estremamente teso", pronunciato ai membri del Politburo. La ristrettissima cerchia di governo della Cina avrebbe reagito con "comprensione e senso di sconvolgimento".

L'incontro fra Xi e i suoi collaboratori di governo è avvenuto lo scorso 26 giugno a porte chiuse. I particolari sono emersi soltanto ieri, quando il giornale governativo Changbaishan Daily ne ha riportato alcuni stralci. Una fonte, vicina al Politburo, ha poi confermato al South China Morning Post che il discorso è stato pronunciato "con questi toni esatti". Secondo alcuni analisti, si sarebbe trattato dell'annuncio ufficiale della campagna contro l'ex potentissimo zar della sicurezza Zhou Yongkang, al centro di una lunghissima indagine che ha coinvolto tutta la sua catena di potere culminata alla fine di luglio 2014 con la sua messa in stato d'accusa formale. È la prima volta dai tempi di Mao che un membro del Politburo viene incriminato.

Proprio Zhou, spiega una fonte, "ha tessuto per decenni una rete fittissima a tutti i livelli di potere. Sfidarlo significa, persino per il presidente, mettere in gioco tutto. E così ha fatto". Li Wei, capo del Partito della cittadina di Changbaishan, era fra coloro che hanno incontrato il presidente dopo il summit con il Politburo: "Ha detto che in nome della lotta alla corruzione mette sul piatto la sua stessa vita e la reputazione. Le sue frasi hanno fatto intendere un senso di crisi, alcune delle parole erano dure e brusche in maniera sconvolgente". Dopo un richiamo da parte dell'Ufficio propaganda, il sito internet del giornale ha ritirato l'articolo che descriveva l'incontro.

Zhang Ming, analista politico alla Renmin University di Pechino, spiega: "Questo discorso dimostra che la campagna anti-corruzione di Xi Jinping sta minacciando gruppi di interesse ai massimi livelli. Il presidente ha capito che la sua battaglia, oramai rovente, può finire solo in due modi: o vince, o viene distrutto".

 

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