28/09/2018, 08.47
IRAN - INDIA
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Zarif: l’India sfida le sanzioni Usa e continuerà a comprare il greggio iraniano

Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Teheran a margine di un incontro con l’omologo di New Delhi. L’India è il secondo più importante compratore di petrolio iraniano. Fra i due Paesi una “collaborazione a tutto campo”. Sui mercati internazionali continua a crescere il prezzo del greggio. 

 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - L’India si impegna a comprare il petrolio iraniano e a proseguire la cooperazione economica fra le due nazioni. È quanto ha affermato il ministro degli Esteri di Teheran, dopo aver incontrato l’omologa di New Delhi a poche settimane dall’entrata in vigore della seconda parte delle sanzioni Usa, mirate alla vendita di idrocarburi. 

La Repubblica islamica è il terzo produttore fra i Paesi Opec (l'organizzazione che riunisce le nazioni esportatrici di petrolio). Il faccia a faccia fra Mohammad Javad Zarif e Sushma Swaraj è avvenuto ieri a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. 

“I nostri amici indiani - ha sottolineato Zarif - sono sempre stati categorici nel loro proposito di continuare la collaborazione economica e l’importazione di petrolio dall’Iran. Queste stesse dichiarazioni le ho potute sentire dalla voce del mio omologo indiano”. 

New Delhi è il secondo più importante compratore di petrolio iraniano, dopo la Cina; in queste settimane l’India ha già ridotto il volume di greggio acquistato, ma non si è ancora espressa in via ufficiale sull’intenzione di azzerarne le importazioni, come chiesto da Washington. “Abbiamo una collaborazione a tutto campo con l’India - ha aggiunto il ministro iraniano - e ciò comprende anche una cooperazione nel comparto energetico, perché l’Iran è sempre stata una fonte affidabile di energia per l’India”. 

Zarif ha concluso sottolineando che la Repubblica islamica vuole “ampliare” le relazioni bilaterali con l’India.

Nel maggio scorso il presidente Usa Donald Trump ha ordinato il ritiro dall’accordo nucleare (Jcpoa) voluto dal predecessore Barack Obama, introducendo nuove sanzioni contro Teheran, le più dure della storia. Una decisione che ha provocato un significativo calo nell’economia iraniana e un crollo nelle vendite di petrolio, obiettivo della seconda parte delle sanzioni che saranno in vigore dal 4 novembre. A farne le spese, è stata in primis la parte più debole della popolazione.

Intanto continua a crescere il prezzo del petrolio, con gli investitori internazionali che manovrano per cercare di mitigare gli effetti della guerra lanciata dalla Casa Bianca al greggio degli ayatollah. Le quotazioni del petrolio si avviano a chiudere una settimana in rialzo con i contratti sul greggio Wti con scadenza a novembre che guadagnano ancora 10 centesimi a 72,33 dollari al barile. Poco mosso il Brent che resta su quota 81,71 dollari

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