All'udienza generale il pontefice ha ripercorso "l'inquietudine di andare sempre oltre" che scandì la vita del gesuita patrono delle missioni e grande apostolo dell'Asia. "Anche oggi ci sono tanti missionari coraggiosi, penso per esempio a quelli della Papua Nuova Guinea". Lo sguardo di Francesco Saverio sulla Cina e la sua morte sull'isola di Sancian, alle porte di questo grande Paese, "un simbolo anche per il tempo di oggi".
L’afflusso di migranti economici nelle quattro più grandi aree metropolitane cinesi si è fermato. La decrescita della popolazione rappresenta un punto di svolta epocale per il Paese. Anche il tasso di natalità sta crollando. Le città di “prima fascia” sono sempre meno attraenti per i costi elevati e le minori opportunità lavorative.
Se il presidente Serdar Berdymuhamedov si è aggiunto all’ultimo momento agli altri leader centrasiatici sulla piazza Rossa di Mosca, per non lasciare solo il grande fratello russo, in patria fin dall’inizio di maggio si susseguono parate e concerti musicali.
L'arcidiocesi ha lanciato un fondo di assistenza per le vittime degli scontri etnici tra i Meitei e i Kiku, oltre 45mila rifugiati in campi di fortuna. Dopo i 60 morti dei giorni scorsi nei 16 distretti regna una calma tesa imposta dall'esercito. Un bilancio di 40 chiese colpite, tra cui 8 strutture cattoliche in località diverse. Il sospetto che la furia contro i luoghi di culto fosse stata pianificata. La Chiesa in prima linea per la riconciliazione.
Si chiama Today Child ed è stata fondata dall'attivista 23enne Wazir Khan. Nel distretto di Bagrami, a 17 km dal centro della capitale, tiene lezioni per circa 1.000 bambini e bambine. Con un gruppo di volontari conduce campagne porta a porta per informare le famiglie sull'importanza dell'istruzione, anche nella situazione disperata dell'Afghanistan di oggi.
Da qualche mese una nuova squadra, ribattezzata "nongguan" come gli omologhi "chengguan" delle città, controlla le attività dei contadini nel Paese. Gli interventi hanno sollevato feroci polemiche, a partire dall’attrezzatura (repressiva) di cui sono dotati. Secondo alcuni osservatori è un segnale dei timori della leadership cinese in materia di sicurezza alimentare.