L'osservatorio "Yesterday" ne ha monitorato 50 in un solo mese. Iniziative frammentate, il più delle volte legate a salari non corrisposti. A farle crescere anche gli ostacoli posti al sistema delle petizioni con funzionari locali che pagano squadre di uomini per scoraggiare la presentazione di denunce all'apposito ufficio di Pechino che li metterebbero in cattiva luce. Una realtà che il Partito preferisce nascondere e ignorare.
Mons. Palinuro racconta ad AsiaNews le celebrazioni della Settimana Santa a pochi mesi dalla visita del papa. I riflessi della guerra del Golfo colpiscono i più deboli: poveri, migranti e rifugiati. Ankara “non ha risposto” alle “provocazioni” di Teheran e resta una “presenza moderatrice” nei conflitti regionali. Il viaggio apostolico di Leone XIV continua a “produrre effetti positivi”.
La coincidenza con la fine del Ramadan è stata l'occasione quest'anno per una riflessione sulla festa nazionale come "ponte tra le diverse epoche" che riporta alle fonti della civiltà irano-turanica. Do fronte all'ostilità dei predicatori salafiti che la considerano un rituale pagano, a Dushanbe si ricorda che gli stessi califfi arabi riscoprirono il valore delle tradizioni locali.
Nello Xinjiang si sono tenuti oggi nuovi colloqui mediati da Pechino per fermare gli scontri lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. Mentre Islamabad tenta di proporsi come mediatore anche nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran dopo aver presentato sempre con l'appoggio della Cina una generica iniziativa di cessate il fuoco.
All'ombra della guerra nei territori palestinesi avanzano anche i cantieri di opere pensate per "normalizzare" la vita negli insediamenti ebraici. Proprio a fine febbraio sono iniziati i lavori di una nuova arteria per collegare quelli a nord e a sud di Ramallah con l'interno di Israele. Investimenti da 190 miloni di euro per territori abitati da poche decine di migliaia di coloni. Obiettivo: "Portare un milione di residenti in Giudea e Samaria".
L’arrivo dell’immagine sacra previsto il prossimo 13 giugno a Manila. L’obiettivo è rafforzare la fede e dare speranza ai fedeli di tutto il Paese. Un pellegrinaggio che vuole essere “il più aperto possibile” e capace di accogliere “persone provenienti da ogni parte”. Prevista una tappa alla 132ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale.