Da inizio anno ad aprile di quest’anno in Pakistan - secondo gli attivisti per i diritti umani - sono stati registrati più di 10mila casi di violenza sulle donne, soprattutto verso le appartenenti a minoranze religiose o etniche. Tra gli ultimi casi uno agghiacciante ha avuto per protagonista una bambina nel distretto di Sahiwal.
Con la crescita dell’influenza cinese nel Paese il collegamento darebbe all’India l’accesso ai porti chiave di Trincomalee e Colombo. Resta un progetto ambizioso e non privo di problemi tecnici e di rischi socio-economici, ma il passo avanti è avvenuto in un momento significativo in chiave politica: la prima visita ufficiale a New Delhi del presidente dello Sri Lanka.
Nell’ultimo anno in Tagikistan 8 giornalisti e blogger sono stati condannati a pene da 7 a 21 anni per collaborazione ad organizzazioni proibite. Radio Ozodi ha raccolto le testimonianze delle loro famiglie. Uno di loro è riuscito a far uscire una lettera dalla cella d’isolamento, dove lamenta di essere sottoposto a pressioni psicologiche e torture.
Il patriarca della Chiesa caldea Raphael Louis Sako ha rilasciato da Erbil le prime dichiarazioni dopo il suo trasferimento forzato da Baghdad. Le sue parole descrivono la situazione in cui verte il Paese: le troppe divisioni politiche stanno portando lo Stato iracheno alla propria fine. Secondo gli esperti le milizie sono il frutto di ripetute esclusioni di diversi gruppi etnici e religiosi, operate di volta in volta dai vari leader al potere.
Il diplomatico che da un mese per ragioni ignote non appariva agli appuntamenti ufficiali è stato ufficialmente liquidato. Al suo posto ritorna il già potente consigliere per le relazioni internazionali di Xi Jinping. Ma l'uscita di scena di uno dei più noti "wolf warriors" è uno smacco anche per il presidente in una fase politica delicata a Pechino.
Nel suo secondo discorso sullo Stato della nazione il presidente filippino ha sostenuto di voler puntare sull'educazione dei tossicodipendenti. Dall'inizio dell'anno ancora 350 i morti ufficiali nella campagna repressiva, che ora ha messo nel mirino anche i poliziotti corrotti. Scettica la coalizione per i diritti umani Karapatan: «Solo propaganda, le esecuzioni extra-giudiziarie continuano».