Domani in san Pietro la cerimonia dell’arcivescovo armeno cattolico, martire del genocidio del 1915. Presenti il presidente libanese Joseph Aoun, il premier armeno Nikol Pashinyan e il patriarca Minassian, insieme a centinaia di fedeli della diaspora. Per molti armeni, “questo giorno storico è anche un giorno di giustizia”.
La formazione al Consiglio d'Europa di una piattaforma per il dialogo con le forze democratiche della Russia che si oppongono al regime di Vladimir Putin si scontra con le divisioni interne tra i diversi gruppi, comprese le critiche al Fondo per la Lotta alla Corruzione creato da Aleksej Naval’nyj. L'appello di Vladimir Kara-Murza: "Ogni prigioniero politico deve poter contare sul fatto di non essere dimenticato”.
Questa mattina al Palazzo Apostolico Leone XIV ha ricevuto un gruppo di cattolici a Roma per il pellegrinaggio giubilare. L’invito ad “accendere il fuoco dell’amore” capace di riscaldare i cuori “più induriti” in un mondo insanguinato dalle guerre. Con carità e speranza dalle “rovine” si può costruire “un mondo nuovo”. L’icona della Salus Populi Romani “il segno dell’Anno Santo”.
Il governo di Seoul ha vietato i viaggi in alcune province cambogiane dopo l’uccisione di un giovane sudcoreano rapito e costretto a lavorare in un centro per le truffe online. Una delegazione sudcoreana ha chiesto al premier Hun Manet il rimpatrio dei cittadini ancora detenuti nei compound, mentre Washington e Londra hanno imposto sanzioni al gruppo Prince di Chen Zhi, accusato di legami con le reti criminali, che nonostante le dichiarazioni di Phnom Penh, continuano a prosperare in Cambogia.
Lo Stato dell'India settentrionale ha negato in maniera arbitraria i diritti alla terra previsti dal Forest Rights Act del 2006. Il processo giudiziario è arrivato a un momento di stallo, ma il caso del villaggio di Kajaria riaccende il dibattito sulla lenta attuazione delle normative e sulle promesse mancate verso le popolazioni indigene, per cui le foreste sono un elemento di sussistenza ma anche identitario.
Ridimensionata Neom e altre infrastrutture, le autorità saudite puntano a sviluppare la città santa dell’islam. Nei giorni scorsi presentato il “King Salman Gate”, un piano che interesserà 12 milioni di metri quadrati e garantirà 300mila posti di lavoro in 10 anni. Previsti anche spazi commerciali, culturali e residenziali. Ma non mancano le voci critiche.