Uno studio di un centro di ricerca legato alla Banca centrale della Thailandia evidenzia come nel settore agricolo esista una spirale di crisi del debito, aggravata da comportamenti di pagamento inefficaci e politiche di breve termine da parte di Bangkok, al punto che negli ultimi anni si è diffusa la pratica del solo pagamento degli interessi.
All'udienza generale proseguendo il commento della "Lumen Gentium" Leone XIV si è soffermato sulla dimensione escatologica della Chiesa, che "vive al servizio dell'avvento del Regno di Dio", interpretando i "dinamismi della storia" a partire dal Vangelo. Storia terrena segnata "da ingiustizie e sofferenze", ma credenti non sono "né illusi, né disperati". Istituzioni ecclesiastiche "chiamate a una continua conversione".
La zona meridionale del Paese dei cedri è ormai un campo di battaglia dove un esercito regolare dotato di carri armati e aviazione e guerriglieri armati di razzi e droni si danno la caccia senza curarsi delle sofferenze della popolazione locale. La Cité sportive di Beirut è oggi un immenso dormitorio per i profughi. Il presidente Aoun si gioca il suo destino politico sui colloqui, mentre Hezbollah lo attacca con campagne diffamatorie.
Mentre il Pakistan è sotto i riflettori per la mediazione nel Golfo non si ferma la repressione nei confronti della società civile. Fermate per alcune ore un gruppo di attiviste che avrebbero dovuto tenere una conferenza stampa su un'iniziativa in programma il 10 maggio per cui non hanno ancora ricevuto i permessi. Commissione per i diritti umani: "Non è un eccesso isolato, ma uno schema ricorrente".
Le notizie di oggi: Hanoi annuncia un nuovo giro di vite contro pirateria online e merci contraffatte in risposta alle pressioni Usa. La Nobel per la pace iraniana (incarcerata) Narges Mohammadi lotta “tra la vita e la morte”. Crescita record per l’economia indonesiana, trainata dalla spesa pubblica. Il neo-premier nepalese respinge le critiche e giudica legittimo il bando ai sindacati studenteschi.
Il livello di controllo statale su quello che i cittadini dicono e scrivono a Mosca oggi è ormai superiore a quello dell’Unione Sovietica prima di Gorbačev. Qualunque poliziotto, vigile o giudice si attiene a questa linea; tutti capiscono che non si può più parlare di politica o criticare chi è al potere, e si controllano anche le espressioni più innocue.