Il 62enne Anooshavan Avedian era stato condannato a 10 anni di prigione per aver guidato una Chiesa domestica. Il tribunale di secondo grado ne ha decretato la scarcerazione, facendo cadere le accuse. Attivisti soddisfatti per il rilascio, ma chiedono sia “risarcito per tutto ciò che ha sopportato”. Almeno 21 cristiani ancora oggi in cella a causa della loro fede.
Un Forum organizzato dalla facoltà di filosofia della principale università di Mosca dedicato agli avvenimenti del tempo presente in Russia ha espresso posizioni non scontate e univoche. Pur senza criticare apertamente le posizioni del potere dominante, i filosofi dimostrano di non voler rinunciare alla vera dimensione dell’anima russa, quella dell’apertura a tutte le varianti dello spirito
Dal 9 settembre circa 1.000 lavoratori chiedono stipendi più alti e un proprio sindacato di riferimento. Lo Stato dell'India meridionale dagli anni '90 è un importante polo industriale di produzione tecnologica; ma - a differenza di altre realtà dove la crescita è solo economica - è aumentato anche il benessere sociale. Soprattutto grazie a politiche che non tengono conto di caste e religione.
Rispondendo alle critiche avanzate dal premier de Croo per le denunce insabbiate nella Chiesa belga, il pontefice ha parlato a braccio accostando questa piaga alla strage degli Innocenti. "Anche un solo caso è sufficiente per vergognarsi". Condanna anche per le "adozioni forzate" imposte alle ragazze madri: "Succede ancora oggi in alcune culture. Si manipolano valori che derivano dal Vangelo, con un pesante esito di sofferenze e di esclusione”.
Una bozza prevede per la prima volta regole specifiche per il settore, valide per aziende e creatori di contenuti. I video dovranno contenere una etichetta “esplicita”. Gli esperti prevedono difficoltà nell’applicazione.
Per anni in fuga dal Paese di origine, oggi sono costretti a rientrare di fronte alla guerra lanciata dallo Stato ebraico a Hezbollah. Nelle ultime 48 ore quasi 30mila nuovi sfollati. Beirut registra l’attraversamento del confine “di 15.600 cittadini siriani e 16.130 cittadini libanesi”. Per chi torna un triplice dilemma: arresto, arruolamento o perdita dello status di rifugiato.