12/08/2011, 00.00
CINA
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“Volontari” della Croce Rossa cinese vendono assicurazioni

Presso i centri medici di Pechino, agenti di assicurazioni usano la fiducia pubblica per stipulare contratti. L’ente da mesi è al centro di polemiche e accusato di “sprecare” risorse. Intanto crollano le donazioni.
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Società della Croce Rossa di Cina (Scrc) usa la sua immagine per favorire la vendita di contratti di assicurazione. Lo denuncia un’indagine della Central China Televisione (Cct). Da mesi l’ente è oggetto di roventi polemiche, con l’insistito sospetto di uso distorto dei suoi fondi.

Secondo la Cct, molti volontari dei centri medici della Croce Rossa a Pechino sono agenti di China Life, primaria compagnia assicuratrice. Cct spiega che nel 2008 c’è stato un accordo tra China Life e Red Cross Commerce, indicata come la sezione commerciale della Scrc, per il quale la società assicuratrice ha fornito 1,2 milioni di yuan per l’attività dei centri medici di Pechino, altrimenti privi di fondi e costretti a chiudere. In cambio la ditta ha potuto dislocare presso tali centri propri agenti, i quali, presentandosi sotto l’egida della Scrc, vincono la normale diffidenza del pubblico e possono meglio esporre e vendere i loro prodotti.

La Scrc non risulta che abbia commentato né smentito la notizia, che ha avuto massimo rilievo sui media cinesi.

Di recente l’ente è stato accusato di utilizzare fondi non per le istituzionali finalità benefiche ma per vantaggi personali di dirigenti, ad esempio per pagare costosi pranzi (9.859 yuan, 1.585 dollari per un pranzo a Shanghai ad aprile). Per difendersi la Scrc nelle scorse settimane ha reso pubbliche le donazioni ricevute dal gennaio 2010, tra cui quelle destinate agli aiuti per il terremoto di Yushu (Qinghai) dell’aprile 2010. Ma le informazioni non spiegano come siano stati utilizzati proprio i fondi per Yushu.

Il sito ha avuto 18 milioni di visite in pochi giorni e molti hanno indicato dati inesatti o poco credibili. Ad esempio, il famoso attore Jacky Chan è indicato avere fatto 6 donazioni il 23 aprile 2010, ma di appena 10 fen (10 fen = 1 yuan) ciascuna. La Fondazione Jet Li è accreditata di 13 donazioni tra 100 e 15mila yuan, ma la stessa ha dichiarato di avere donato 2 milioni di yuan in denaro e aiuti dall’aprile 2010.

Alle molte segnalazioni di inesattezze, la Scrc ha risposto trattarsi di errori e ha ammesso la possibilità di sprechi, ma non ha spiegato meglio, pur negando fatti di corruzione.

Inoltre i dati non parlano delle donazioni ricevute dalla affiliata Fondazione Croce Rossa Cinese o dalle Croce Rossa locali. Con il venire meno della fiducia pubblica sono crollate le donazioni: a luglio la Croce Rossa di Shenzhen ha ricevuto donazioni per appena 5mila yuan e un ospedale gestito dalla Croce Rossa a Foshan (Guangdong) non ha ricevuto nulla mentre aveva dichiarato 886mila yuan di donazioni a giugno.

La popolazione cinese è generosa: le statistiche del ministero Affari Civili indicano che per il 2010 ci sono state donazioni per oltre 100 miliardi di yuan. Ma esperti ritengono che la Scrc dovrà avere massima trasparenza e rivelare i suoi dati in modo completo, per recuperare la fiducia pubblica.
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