30/12/2013, 00.00
SIRIA
Invia ad un amico

Arcivescovo di Aleppo: "La Chiesa aiuta tutti senza distinzioni di fede o fazioni"

In due settimane i bombardamenti di regime e ribelli hanno ucciso quasi 500 persone. A Natale 12 bombe sono cadute sui quartieri cristiani della città. Mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo: "La popolazione è stremata da guerra, freddo e fame. La solidarietà fra musulmani e cristiani segno di speranza per il futuro".

Aleppo (AsiaNews) - "La Chiesa di Aleppo è presente nonostante le bombe, la fame e il freddo di queste settimane. Desideriamo vivere e avere fede, mostrando la nostra solidarietà verso tutti senza distinzioni di religioni o fazioni. Questa è la nostra missione, il nostro compito". È quanto afferma ad AsiaNews mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo, che descrive la vita della popolazione in questi giorni di Natale caratterizzati da una "pioggia di bombe" e oltre 500 morti, ma anche da storie di solidarietà e condivisione fra cristiani e musulmani. Per il vescovo i continui appelli del papa alla pace hanno permesso  a sacerdoti, prelati e laici di non perdere la speranza e di avere fede in Dio.

"Il 25 dicembre - racconta mons. Audo  - sono cadute almeno 12 bombe in vari quartieri, molti dei quali cristiani, facendo molte vittime". Il vescovo sottolinea che la situazione è migliorata negli ultimi giorni, ma nella città i poveri sono tantissimi. I bombardamenti di regime e ribelli, il freddo e i prezzi dei viveri alle stelle hanno ridotto la popolazione alla fame. Anche la classe media si è impoverita. "Purtroppo non vediamo la fine di queste violenze - spiega - nessuno sa quando finirà questa guerra. Tutto si può accettare, ma non questa confusione che non lascia intravedere spiragli di cambiamento".

Tale situazione non impedisce ai cristiani e alla Chiesa di continuare la sua opera di carità e di preghiera per la pace in Siria. Nonostante le esplosioni e il rischio di morire, centinaia di persone hanno partecipato alle due messe celebrate nella cattedrale caldea il 24 dicembre alle 17,00 e la mattina di Natale. Gli odii e le divisioni che stanno distruggendo la società siriana non hanno fermato il sostegno ai poveri e alle famiglie di sfollati.

"In questi mesi - continua mons. Audo - migliaia di famiglie dei quartieri e dei villaggi della periferia di Aleppo si sono rifugiate nel centro della città, in particolare nei quartieri cristiani. La Chiesa accoglie tutti, senza differenze, anche se a volte alcuni cristiani non comprendono questa apertura che non fa distinzioni fra religioni e fazioni politiche".

Ogni giorno nei locali della Chiesa caldea la Caritas organizza un pranzo e una distribuzione di viveri per i poveri e gli sfollati della zona, soprattutto musulmani. "Alcuni giorni fa - racconta il prelato - un anziano musulmano mi ha rincorso e ad alta voce ha espresso la sua gratitudine per il nostro lavoro, affermando che 'l'oro vero si vede quando ci sono difficoltà. Per i musulmani quest'oro è la carità dei cristiani".

 

 

 

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
"Piccoli fiori" di solidarietà nel deserto della guerra siriana
14/11/2013
Suora comboniana: La speranza negli occhi dei profughi siriani
20/12/2013
I Cavalieri di Malta aprono un nuovo campo per i rifugiati siriani a Kilis
09/10/2013
Vescovo del Kurdistan: Accogliamo come fratelli i profughi siriani
07/10/2013
Lettera di Natale di Sr Prema, delle Missionarie della Carità
22/12/2020 12:49


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”