09/07/2009, 00.00
LAOS
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Autorità laotiane nell'industria della gomma. Foreste distrutte, contadini cacciati dalle terre

Ditte estere ottengono il permesso a disboscare e occupare ettari di terra per coltivare gli alberi della gomma. Ma spesso portano via il legno senza creare piantagioni di gomma. Così tolgono ai poveri contadini il poco con cui vivono.

Vientiane (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità laotiane autorizzano con facilità le imprese a tagliare interi ettari di bosco per creare piantagioni di alberi della gomma. Ma i poveri contadini della zona del Mekong sono spesso privati senza indennizzo delle foreste e delle terre che coltivano e che sono l’unico loro sostentamento.

I contadini denunciano che le imprese hanno soltanto portato via ettari di legno pregiato senza dare nulla in cambio. Loun, capo del villaggio Viengsai nella meridionale provincia di Attapeu, dice all’agenzia Inter Press Service che nel 2008 sono arrivati trattori e  pale meccaniche, hanno abbattuto interi boschi e cacciato i contadini dalle terre che coltivano. Il villaggio ha protestato presso le autorità, senza ottenere risposta. Ora molti agricoltori non hanno più nemmeno il terreno per coltivare riso per mangiare.

Nella zona sono stati creati circa 60 ettari di piantagioni di alberi della gomma, ma non sono stati ben coltivati e per la gran parte sono periti.

La provincia di Attapeu è la più meridionale del Paese, al confine con Vietnam e Cambogia. Nei suoi 10mila chilometri quadrati di territorio, ci sono oltre 7mila ettari di foresta. Ora numerose ditte estere hanno chiesto di abbattere ampie zone della foresta per coltivare gomma. Le autorità dicono che questo porta nuovi posti di lavoro e ricchezza. Ma fonti locali denunciano che spesso le ditte vogliono solo portar via il legno pregiato, grazie ad autorizzazioni concesse da autorità compiacenti senza chiedere garanzie o indennizzi per la popolazione.

Il problema non è nuovo: già nel maggio 2007 gli abitanti del distretto Bachieng, provincia Champasak, hanno denunciato che le ditte hanno occupato e disboscato oltre 100 ettari di terra usata dagli agricoltori. All’epoca il premier Bouasone Bouphayanh, sollecitato dalla protesta pubblica, ha promesso che non sarebbero state concesse nuove autorizzazioni senza programmi adeguati di investimenti.

In seguito Bounthong Bouahom, capo del ministero di Agricoltura e foreste, ha osservato che il governo non ha però mai indicato con chiarezza i criteri per autorizzare simili attività.

Solo per le concessioni superiori a 150 ettari occorre l’autorizzazione della centrale Lao National Land Management and Authority, mentre quelle inferiori competono alle autorità provinciali che spesso sono disposte a concedere anche agevolazioni e finanziamenti alle ditte.

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