30/08/2022, 14.52
IRAQ
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Baghdad: al-Sadr ordina il ritiro. Si allontana (per ora) spettro guerra civile

Il bilancio provvisorio delle violenze degli ultimi due giorni è di almeno 30 morti e quasi 800 feriti. Per scongiurare una escalation il leader sciita ha chiesto ai propri sostenitori di ritirarsi e di evitare ulteriore spargimento di “sangue iracheno”. Ma la tensione resta alta e i problemi politici e istituzionali irrisolti. Fonte di AsiaNews: situazione “che si trascina da tempo”. 

Baghdad (AsiaNews) - L’Iraq è un Paese sempre più isolato e insanguinato, in seguito all’improvvisa ondata di violenze innescate dall’annuncio del leader sciita Muqtada al-Sadr di voler lasciare per sempre la vita politica. In risposta i suoi sostenitori hanno invaso le piazze della capitale, cercato di assaltare palazzi e istituzioni nella “Zona verde” e ingaggiato pesanti scontri con le forze di sicurezza, in un clima di vera e propria guerriglia urbana. Nel tentativo di allentare la tensioni, è intervenuto lo stesso al-Sadr che si è “scusato” con la nazione e i suoi abitanti per le violenze e ha chiesto a fedelissimi e sostenitori di ritirarsi. “Questa non è [più] una rivoluzione - ha detto in un messaggio tv trasmesso da Najaf - perché ha perduto il carattere pacifico” ed è “vietato versare sangue iracheno”. 

Una personalità istituzionale nella capitale, contattata da AsiaNews, conferma il clima di “forte tensione” che ha caratterizzato le ultime 24 ore, ma che ora sembra essersi in parte allentato. “Da tempo si registravano voci - prosegue - che invitavano a fare attenzione, che vi era il rischio di una escalation” perché nessuna delle parti in causa “voleva fare un passo indietro. Questa è una situazione di confusione che perdura e si trascina da tempo”. 

Secondo fonti militari rilanciate da Middle East Eye (Mee), il bilancio aggiornato è di almeno 30 morti e 750 feriti nella sola Baghdad. Tuttavia, tensioni e scontri si registrano anche nel sud del Paese, dove è maggioritaria la comunità sciita. Nella capitale per ore è riecheggiato il suo delle armi con colpi di pistola, lancio di razzi e pesanti scontri fra sostenitori di al-Sadr da un lato e forze di sicurezza spalleggiate da milizie allineate con l’Iran dall’altro. La gran parte dei residenti resta barricata all’interno delle proprie abitazioni, osservando il coprifuoco imposto dalle autorità. Scontri a fuoco e colonne di fumo sono proseguiti dalle parti della Zona verde, sede delle massime istituzioni e delle rappresentanze diplomatiche internazionali, ma dal primo pomeriggio - in risposta all’appello di al-Sadr - è iniziata la ritirata dei manifestanti.  

Intanto alcune compagnie aeree internazionali, fra cui la Emirates Airline ha interrotto per la giornata di oggi tutti i collegamenti con Baghdad, per preoccupazioni legate alla sicurezza del personale e dei viaggiatori. In una nota diffusa sul proprio sito web i vertici “avvisano i clienti che a causa di segnalazioni di disordini civili e coprifuoco in Iraq, i voli Emirates da/per Baghdad sono stati cancellati il 30 agosto”.

L’Iran ha chiuso i suoi confini con l’Iraq e ha esortato i suoi cittadini a evitare per il momento dei viaggi, anche in previsione delle feste di Arbaeen che segnano la fine dei 40 giorni lutto per la morte del nipote del profeta Maometto, Imam Hussein. Ogni anno milioni di iraniani si recano in pellegrinaggio nella città santa di Kerbala per la ricorrenza, che cade quest’anno il 16 e 17 settembre.

L’Iraq sta affrontando uno stallo politico che si trascina dalle elezioni dell’ottobre scorso, in cui i sadristi sono emersi quale blocco politico principale ma senza disporre dei numeri per una reale maggioranza in Parlamento. Da allora il Paese vive in una sorta di limbo, con le varie fazioni incapaci di raggiungere un accordo per l’elezione del presidente della Repubblica, la nomina e un pieno mandato al primo ministro con la successiva formazione del nuovo governo. Inoltre, i risultati delle urne sono stati oggetto di una dura contestazione del Coordination Framework sciita (vicino a Teheran), che non ha saputo trovare una sintesi con i sadristi per la scelta del successore di Mustafa Al-Kadhimi, al quale è affidato l’interim per la gestione degli affari correnti. 

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