Bandung Occidentale: frana seppellisce villaggio, 16 morti e decine di dispersi
La massa di fango e detriti ha colpito di notte una trentina di abitazioni a Pasirlangu. Il disastro sraebbe stato provocato dal cedimento di una diga naturale, circostanza che pone la questione delle scarse misure di controllo sui corsi d'acqua e delle violazioni delle norme di pianificazione territoriale. Nei giorni scorsi Prabowo aveva revocato le licenze per lo sfruttamento della foresta a 28 società dopo le alluvioni nel nord di Sumatra.
Giakarta (AsiaNews) – È salito ad almeno 16 morti il bilancio delle vittime della violenta frana che ha colpito il villaggio di Pasirlangu, nel distretto di Cisarua, nella provincia di Bandung Occidentale, in Indonesia. Decine di persone risultano ancora disperse mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca e soccorso.
Secondo le autorità locali, 113 residenti sono stati coinvolti nel disastro: 23 sono stati tratti in salvo, mentre oltre 70 risultano tuttora irreperibili e si teme possano essere rimasti sepolti sotto tonnellate di fango, rocce e alberi sradicati. Anche 230 abitanti delle aree circostanti sono stati evacuati e trasferiti in rifugi governativi.
La frana si è verificata nelle prime ore di sabato, intorno alle 3 del mattino, mentre la popolazione dormiva, seppellendo circa 30 abitazioni nel villaggio di Pasirlangu. Sul posto operano squadre congiunte dell’Agenzia Nazionale di Soccorso (Basarnas), delle Forze Armate indonesiane, della Polizia, delle autorità locali e di numerosi volontari.
Le operazioni di soccorso sono particolarmente difficili a causa dell’instabilità del terreno, della morfologia impervia e delle piogge persistenti, che continuano a ostacolare l’accesso ad alcune aree. L’impiego di mezzi pesanti è limitato per il rischio di frane secondarie. L’Agenzia Geologica del Ministero dell’Energia e delle Risorse Minerarie ha invitato la popolazione a rimanere in stato di allerta per la possibilità di nuovi smottamenti.
Secondo l’esperto di geologia Imam Achmad Sadisun del Politecnico di Bandung (ITB), non si è trattato di una frana ordinaria. Il disastro sarebbe stato causato dal collasso improvviso di una diga naturale di frana formatasi a monte. Il materiale franoso proveniente dai versanti del monte Burangrang avrebbe bloccato i corsi d’acqua, creando un accumulo che, una volta ceduto, ha generato una violenta colata di fango, sabbia e detriti rocciosi diretta verso valle ad alta velocità.
L’evento ha colpito diverse aree, tra cui Kampung Pasirkuning e Kampung Pasirkuda nel villaggio di Pasirlangu, e Kampung Sukadami nel villaggio di Sukajaya, nel distretto di Lembang. Gli esperti avvertono che il pericolo non è ancora scongiurato, poiché potrebbero esserci ulteriori ostruzioni fluviali a monte pronte a cedere in caso di nuove piogge intense.
Imam ha inoltre sottolineato l’importanza di monitorare i cambiamenti improvvisi nel flusso dei fiumi, considerati un segnale di allarme precoce spesso sottovalutato. Vivere lungo gli argini comporta un rischio elevato, e le strategie di prevenzione, ha spiegato, devono includere misure strutturali come barriere contro le colate detritiche e sistemi di monitoraggio del terreno.
Intanto, gli ambientalisti puntano il dito anche contro la gestione del territorio. Secondo Walhi, una delle principali organizzazioni ambientaliste indonesiane, la frana non sarebbe solo il risultato di un evento naturale, ma la conseguenza di anni di degrado ambientale e di violazioni delle norme di pianificazione territoriale nell’Area di Bandung Nord, una zona protetta fondamentale per l’equilibrio idrogeologico del bacino di Bandung, una delle aree più densamente popolate del Paese.
La nuova tragedia arriva dopo che la scorsa settimana il governo indonesiano - sulla scorta dei gravi disastri provocati a novembre dalle alluvioni - aveva scelto la linea dura contro le aziende irregolari che gestiscono aree forestali nelle province di Aceh, Sumatra Settentrionale e Sumatra Occidentale. Il presidente Prabowo Subianto ha infatti deciso di revocare i Permessi di Utilizzo Forestale a 28 società ritenute responsabili di gravi violazioni. La decisione è stata presa a seguito di un rapporto presentato dalla task force sul Controllo delle Aree Forestali, che ha condotto nelle ultime settimane indagini approfondite. Secondo il governo, il provvedimento rientra in una più ampia strategia di rafforzamento del controllo sulle foreste e di contrasto alle pratiche illegali che contribuiscono al degrado ambientale e aumentano il rischio di disastri naturali.
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