Caritas Karachi inaugura cinque nuove centri contro l'abbandono scolastico
L'organizzazione ecclesiali ha istituito centri di istruzione non formale nei locali della parrocchia di San Michele. Nella zona si stimano dai 400 ai 500 studenti fuori dalla scuola tra i 6 e i 14 anni. Tra le cause povertà, lavoro minorile e cambiamento climatico. P. Nobert Nazir: "Segno di speranza. L'istruzione non è un privilegio".
Karachi (AsiaNews) - Caritas Karachi ha istituito cinque centri di istruzione non formale nella parrocchia di San Michele, con l’obiettivo di riportare a scuola centinaia di bambini e bambine che hanno abbandonato gli studi, soprattutto nelle comunità vulnerabili.
L’iniziativa fa parte del progetto di Caritas per la promozione dell’istruzione di bambini e bambine dopo l’abbandono scolastico, realizzato con Hankki Baekwon Nanum Undong, ong sudcoreana. Ciascun centro è allestito all’interno dei complessi della parrocchia, fornendo un ambiente di apprendimento sicuro e accessibile. Secondo i dati della parrocchia di Karachi, nella zona sono attualmente fuori dalla scuola dai 400 ai 500 studenti di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Le ragioni principali includono la povertà, il lavoro minorile, lo sfollamento e il crescente impatto delle ricorrenti ondate di calore.
Molti di loro provengono da famiglie di lavoratori a giornata che faticano a sostenere le spese scolastiche quali tasse, uniformi e trasporti. Di conseguenza, l’istruzione diventa spesso una priorità secondaria, costringendo i bambini a lavorare o ad assumersi responsabilità domestiche in tenera età.
Intervenendo alla cerimonia di inaugurazione, p. Nobert Nazir, vicario parrocchiale della parrocchia di San Michele e ospite d’onore, ha sottolineato il potenziale trasformativo dell’iniziativa. “Questi centri sono un segno di speranza. L’istruzione non è un privilegio: è un diritto fondamentale e il primo passo per spezzare il circolo vizioso della povertà”, ha affermato.
I centri saranno gestiti da insegnanti della comunità con un’apposita formazione: tra loro vi sono molte giovani donne della parrocchia. Il loro coinvolgimento non solo crea opportunità di lavoro a livello locale, ma rafforza anche il coinvolgimento della comunità nel programma. Il programma didattico è concepito come un modello ponte, con l’obiettivo di integrare gli studenti nelle scuole formali dopo 12-24 mesi di apprendimento accelerato.
Mansha Noor, segretario esecutivo di Caritas Karachi, ha sottolineato la visione più ampia alla base del progetto. “Quando un bambino abbandona la scuola, non è solo un numero: rappresenta un sogno perduto. Attraverso questi centri, miriamo a restituire speranza e a offrire a ogni bambino una seconda possibilità di istruzione”, ha detto. Ha aggiunto che l’iniziativa si ispira ai principi dell’enciclica di papa Francesco Laudato Si’, promuovendo la cura sia delle persone sia dell’ambiente.
Nella sua fase iniziale, il progetto mira a coinvolgere almeno 150 bambini e bambine nei cinque centri. Oltre all’apprendimento in classe, i centri fungeranno anche da punti di riferimento per la comunità, offrendo sessioni di sensibilizzazione per genitori sull’importanza dell’istruzione, sulle leggi relative al lavoro minorile e sulle misure per proteggere i piccoli in caso di condizioni meteorologiche estreme, in particolare le ondate di calore.
Per molti bambini, l’iniziativa rappresenta una nuova opportunità. Nasreen, 11 anni, che ha dovuto lasciare la scuola in seconda elementare per prendersi cura dei suoi fratelli più piccoli, è tra le prime ad iscriversi. “Voglio diventare un’insegnante”, ha detto. “Pensavo che la mia possibilità di studiare fosse finita, ma ora mi sento come se potessi ricominciare”.
La cerimonia di inaugurazione si è conclusa con il taglio del nastro guidato da p. Nobert Nazir, Mansha Noor e Amir Robin, insieme agli insegnanti, ai membri del team di gestione della comunità e al personale della Caritas. Questa iniziativa riflette il costante impegno della Caritas di Karachi a favore di un'istruzione inclusiva ed equa. Inoltre, integra gli sforzi continui dell'organizzazione nei programmi scolastici di riduzione del rischio di catastrofi, rafforzando ulteriormente la resilienza delle comunità vulnerabili.
10/03/2017 12:07





