Caritas Singapore: “Costruire un clima di giustizia”
di Jeremy Lim
All’incontro annuale dell’organizzazione cattolica, in primo piano la differenza fra giustizia e carità: la prima “non deve essere presentata come un dono, perché è intrinseca all’essere umano”.
Singapore (AsiaNews) – Donare con generosità “non è abbastanza. Dobbiamo impegnarci per cambiare i sistemi della nostra società, aiutando gli svantaggiati a migliorare la propria situazione”. E’ il tema con cui la Caritas Singapore ha aperto la propria Conferenza annuale sulla missione sociale, iniziata lo scorso 21 agosto. All’incontro hanno partecipato oltre 600 persone, provenienti dai vari ambienti di lavoro sociale nel Paese.
La Conferenza ha sottolineato come, secondo la Chiesa cattolica, esiste una chiara distinzione fra carità e giustizia. La prima significa un lavoro a sostegno di chi ha bisogno, mentre la seconda tende a risolvere le ingiustizie e le ineguaglianze della società affrontandone le cause. La giustizia non è un bonus: essa, infatti, riporta i diritti di base alla popolazione. Questa distinzione, hanno detto i partecipanti, diventa importante quando analizziamo il nostro lavoro.
Secondo il decreto sull’apostolato dei laici del Concilio Vaticano II, infatti, “ciò che è già dovuto nella giustizia non deve essere presentato come un dono della carità”. Lesley-Anne Knight, una delle relatrici, ha spiegato che “la Caritas cerca di creare un clima di giustizia. Oltre a chiedere il taglio delle emissioni nocive, ad esempio, vogliamo soluzioni che mettano in primo piano i bisogni delle nazioni povere”.
Fra gli altri, sono intervenuti all’incontro anche l’arcivescovo Nicholas Chia, il vicario generale David Cappo e il presidente di Caritas Singapore, Willie Cheng. Wilson Tan, uno dei partecipanti, racconta ad AsiaNews: “Sono rimasto impressionato dall’interesse per questo incontro. Mi hanno incoraggiato a contribuire ancora di più alla nostra missione”.
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