31/01/2004, 00.00
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Chiesa cattolica, la falsa libertà del regime

Ho Chi Minh City (AsiaNews/EDA) - Padre Chan Tin, redentorista vietnamita di 83 anni, ha diffuso un rapporto sulla libertà religiosa e sui diritti umani nel suo paese. Il testo, dal titolo "Riflessione sulla situazione religiosa della Chiesa cattolica del Vietnam", doveva essere presentato alla Commissione americana per la libertà religiosa in visita in Vietnam (gennaio 2004). Nel documento P. Chan Tin denuncia la politica subdola del regime vietnamita che dichiara di garantire i diritti umani e la libertà religiosa ai suoi cittadini, ma in realtà commette gravi violazioni. Chi esprime opinioni politiche differenti da quelle del potere, è perseguitato, imprigionato o eliminato. Quelli che vengono condannati a morte non hanno alcuna garanzia di giustizia, perché non vengono processati, né hanno diritto a un avvocato.

Solo nel 2003, sono state emesse 100 sentenze di condanne a morte. Negli ultimi anni il Vietnam ha limitato l'uso di internet e continua ad arrestare i cybernauti accusati di spionaggio o di diffondere via internet materiale critico verso il regime. Nel febbraio 2002, Le Chi, un giovane insegnante di informatica, è stato condannato a 4 anni di carcere perché stava mandando un e-mail all'estero in un internet cafè. La sua situazione è particolarmente critica perché Le Chi è ammalato e in carcere non può sottoporsi alle cure di cui necessita.

Quanto alla libertà religiosa, il governo afferma che essa è sancita dalla costituzione ed è rispettata. Ma P Chan Tin espone in modo ampio e dettagliato la strategia usata dal regime vietnamita per attuare una persecuzione e repressione delle religioni in generale, dei diversi gruppi religiosi e della chiesa cattolica in particolare. Viene evidenziata l'ingerenza dello stato nel cuore stesso della Chiesa cattolica, col tentativo di minarne la struttura e controllare gli affari interni. I vescovi sono costretti a chiedere l'approvazione dello stato per la nomina, la formazione e lo spostamento dei sacerdoti; gli studenti nei seminari sono obbligati a studiare la filosofia marxista-leninista; i cristiani delle minoranze religiose delle montagne (montagnards) e delle province del nord-ovest sono perseguitati. Durante il 2003 è aumentata la repressione delle minoranze etniche cristiane delle montagne. Lo scorso ottobre 4 persone appartenenti a una minoranza etnica sono state condannate a 13 anni di carcere per aver protestato contro il governo. Anche i beni della Chiesa spesso vengono espropriati, come il monastero benedettino di Thiên An e il santuario di La Vang a Huê.

P. Chan Tin chiede ai vescovi a non mostrarsi deboli assecondando le manovre del regime e cadendo nella trappola della falsa liberalità del regime vietnamita. Il documento integrale di p. Chan Tin sarà pubblicato dal bollettino cartaceo di AsiaNews  di marzo 2004. (MR)

 

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