Colombo, una società che invecchia: cresce la vulnerabilità tra gli anziani
L'ultimo censimento fotografa un Paese sempre più anziano: gli over 60 sono già il 18% e potrebbero diventare un quarto della popolazione entro il 2041. A causa della bassa partecipazione al lavoro, pensioni insufficienti e una carenza di servizi di cura, cresce il rischio di vulnerabilità per milioni di anziani. Senza riforme, l’invecchiamento rischia di trasformarsi in una crisi sociale ed economica.
Colombo (AsiaNews) – Lo Sri Lanka sta entrando rapidamente in una fase di invecchiamento della popolazione, con implicazioni profonde sul piano economico, sociale e sanitario. È quanto emerge dal rapporto finale del censimento della popolazione e delle abitazioni relativo al 2024, pubblicato nei giorni scorsi dal Dipartimento di Statistica, che fotografa un Paese sempre più anziano, con meno bambini, più vedove e crescenti fragilità legate alla salute e al lavoro.
Secondo i dati ufficiali, la popolazione dello Sri Lanka ha raggiunto i 21,78 milioni di abitanti al 19 dicembre 2024, con un aumento di 1,42 milioni rispetto al 2012. Tuttavia, la struttura demografica è andata incontro a un importante cambiamento: gli anziani rappresentano già il 18% della popolazione, mentre i minori sono scesi al 20,7%, un rapporto di 87 anziani ogni 100 bambini.
A ciò si aggiungono criticità sanitarie rilevanti. Circa 3,2 milioni di persone (157 ogni mille abitanti) dichiarano almeno una difficoltà fisica o mentale, mentre oltre 727mila hanno una qualche forma di disabilità legata a vista, udito, mobilità, cognizione, cura di sé o comunicazione. Parallelamente, 4,18 milioni di cittadini, il 35% della popolazione, soffrono di malattie come ipertensione e diabete, con una maggiore incidenza tra donne e anziani. Il censimento evidenzia inoltre un paradosso: all’aumentare del livello di istruzione cresce anche il rischio di sviluppare queste patologie, segnalando un divario nella cosiddetta “alfabetizzazione sanitaria”.
Sul fronte sociale, il 13% della popolazione è costituito da migranti interni, con spostamenti legati soprattutto al matrimonio e, in seconda battuta, al lavoro. I distretti di Gampaha e Colombo registrano le concentrazioni più elevate.
Gli esperti avvertono però che l’invecchiamento della popolazione rischia di trasformarsi in una vulnerabilità strutturale senza un intervento del governo. Come spiegano gli esperti Sampath Mendis e Damayanthi Caldera, oltre il 18% dei cittadini ha già più di 60 anni e si prevede che entro il 2041 una persona su quattro rientrerà in questa fascia. “Per generare un dividendo demografico, questa popolazione più anziana necessita di risparmi accumulati e di investimenti per finanziare i consumi durante la pensione. Tuttavia, negli ultimi anni, circa il 49% delle persone tra i 55 e i 64 anni è stato economicamente inattivo, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro per uomini e donne è stato rispettivamente del 36% e dell’11%”, sottolineano gli studiosi.
Inoltre, “l’età pensionabile fissata a 60 anni limita le opportunità di lavoro nel settore formale per gli anziani. Di conseguenza, la maggior parte dei lavoratori più anziani è impiegata nel settore informale, che non valorizza adeguatamente le loro competenze e li impiega al di sotto delle loro capacità. Allo stesso modo, gli anziani hanno poche possibilità di lavoro part-time e flessibile. Con un’aspettativa di vita media attuale di 75,5 anni, significa che hanno davanti circa 15 anni di vita dopo il pensionamento con redditi e opportunità lavorative limitati”.
A ciò si aggiunge una copertura pensionistica insufficiente: secondo gli analisti economici Udara Senanayaka e Lakmali Mayadunne, solo il 31% delle persone sopra l’età pensionabile riceve una pensione. Oltre tre quarti degli anziani risultano dipendenti da altri a livello economico e la grande maggioranza non dispone di risparmi adeguati. Anche tra coloro che hanno beneficiato di fondi previdenziali, come l’Employees’ Provident Fund, molti hanno esaurito le risorse senza investirle per il lungo periodo.
Queste dinamiche porteranno, secondo le stime, a un aumento del rapporto di dipendenza economica degli anziani, che potrebbe raggiungere il 29,2% entro il 2030, rendendo la popolazione più esposta a condizioni di vulnerabilità.
Un’ulteriore sfida riguarda l’assistenza. Attualmente circa il 76% degli over 65 vive con i figli, ma questo modello è destinato a cambiare con la riduzione delle famiglie numerose e la crescente partecipazione femminile al lavoro. “Le famiglie composte da tre generazioni passeranno dal 19% nel 2012 al 5% entro il 2060. La minore disponibilità di assistenza familiare, dovuta alla riduzione delle dimensioni delle famiglie e all’aumento dell’occupazione femminile, farà crescere la domanda di servizi di assistenza a pagamento. Ne deriva un crescente divario tra domanda e offerta di servizi di cura: le strutture pubbliche sono insufficienti, mentre quelle private risultano spesso inaccessibili per la maggior parte della popolazione”, hanno concluso gli esperti.
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