16/02/2026, 10.48
SRI LANKA
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Colombo: allarme sovraffollamento (e corruzione) nelle carceri

di Arundathie Abeysinghe

A causare l’emergenza la mancanza di strutture adeguate e il ricorso estensivo alla carcerazione preventiva in attesa di processo. Nell’isola vi sono almeno 40mila detenuti in strutture con una capienza totale di soli 10.500 posti. In alcune prigioni si supera il 400% della capacità effettiva. 

Colombo (AsiaNews) - In Sri Lanka è allarme per il sovraffollamento delle carceri, un’emergenza causata soprattutto dalla carenza di strutture adeguate. A questo si aggiunge il fatto che molti imputati trascorrono un periodo di tempo considerevole in custodia cautelare, prima di essere formalmente accusati o prima che i casi vengano discussi in tribunale. Come rivelato dall’ex portavoce del Dipartimento penitenziario, Jagath Chandana Weerasinghe, in occasione di un seminario, dalle carceri di tutta l’isola emerge un quadro di pesante congestione: secondo i numeri, infatti, almeno 40mila detenuti sono rinchiusi in strutture con una capienza di soli 10.500 posti. 

La maggior parte di essi è finita in prigione perché coinvolta nel traffico illegale di droga o nello spaccio di stupefacenti. Al riguardo, lo Sri Lanka vanta il triste primato di nazione con uno dei tassi più elevati al mondo di ricorso alla detenzione preventiva. Il sovraffollamento, che in alcune strutture supera il 3/400%, ha portato a condizioni disastrose, tra cui rischi per la salute, violenza e spazi di vita inadeguati. In alcune carceri, i detenuti sono spesso costretti a dormire a turni.

Secondo il World Prison Brief, il numero totale di detenuti che le carceri dello Sri Lanka potevano ospitare era di 13.241 nel 2025. Tuttavia, le prigioni ospitavano 32.747 persone in condizioni disumane. Due terzi di questi carcerati non erano stati condannati, ma erano detenuti in attesa di giudizio o in custodia cautelare. Inoltre, fra quanti sono chiusi in cella vi sono almeno 66 bambini e 806 condannati a morte, tra cui 18 donne rinchiuse nel braccio della morte.

Circa 2mila donne sospettate di essere coinvolte in omicidi, rapine e reati legati alla droga sono inoltre in custodia cautelare. La maggior parte dei detenuti è priva di istruzione e analfabeta, oltre a rientrare nella fascia giovanile. Durante la detenzione, i bambini rischiano di cadere preda di attività antisociali su istigazione di bande organizzate.

Gli avvocati Manohari Senanayaka e Rajitha Tennakoon raccontano ad AsiaNews che “le Regole minime standard per il trattamento dei detenuti (1955) costituiscono gli standard minimi universalmente riconosciuti per la gestione delle strutture carcerarie”. Un quadro normativo che comprende anche “il trattamento dei detenuti, con un valore e un'influenza enormi nello sviluppo delle leggi, delle politiche e delle pratiche carcerarie a livello globale”.

Inoltre, è necessario considerare i diritti umani durante la detenzione, poiché “nessuno può essere privato della propria libertà” senza che siano rispettate “le norme e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani. È necessario - avvertono i legali - trattare i detenuti con umanità, poiché ogni persona accusata di un reato penale ha il diritto di essere ritenuta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata provata dalla legge”.

Il numero dei detenuti (40mila) è quasi quattro volte superiore alla capacità prevista (10.500), mentre molte carceri funzionano al 300% della loro possibilità. L’aumento è dovuto principalmente alla “Yukthiya Meheyuma” (Operazione Giustizia), la campagna antidroga che ha portato ad arresti di massa di tossicodipendenti, anziché dei principali trafficanti. “La maggior parte dei detenuti - concludono i due avvocati - non è in grado di assumere avvocati che li rappresentino. Di conseguenza, vengono trattenuti per mesi, a volte per molti anni”.

I giuristi Jagath Atukorla e Sandesha Dissanayaka hanno affermato che secondo uno studio della Commissione per i diritti umani dello Sri Lanka nel 2020 “cibo, servizi igienici e sicurezza sono inadeguati e molti detenuti dormono nei bagni perché non hanno spazio sufficiente per sdraiarsi. L’uso di droghe e la violenza - aggiungono - sono diffusi, mettendo in pericolo i detenuti”.  

“Le carceri - proseguono gli esperti - sono insopportabilmente calde e infestate da un gran numero di ratti, piccioni e cimici dei letti. Di conseguenza, molte persone di alto profilo vengono trasferite all’ospedale della prigione. Ciò può contribuire alle accuse di corruzione associate” ai ricoveri ospedalieri per alcuni detenuti maggiormente tutelati. “È necessario adottare misure - sottolineano .- per porre fine alla detenzione di persone in attesa di processo a un ritmo eccessivo, in modo da alleviare la pressione sul sistema che dà origine alla corruzione”.

“Una parte significativa dei detenuti in custodia cautelare (in attesa di processo), secondo i dati riportati a inizio del 2026, indica che su 37.761, oltre 27mila erano in custodia cautelare. Anche la lentezza del processo giudiziario - concludono Jagath Atukorla e Sandesha Dissanayaka - provoca congestione nelle carceri, poiché molti indagati rimangono in cella per lunghi periodi, contribuendo alla congestione a lungo termine”.

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