08/09/2023, 09.21
SRI LANKA
Invia ad un amico

Colombo, emergenza carceri: capacità superata del 100%

di Arundathie Abeysinghe

I 30 istituti circondariali dell’isola possono accogliere poco più di 13mila detenuti, ma ad oggi ve ne sono attorno a 30mila. Circa la metà di questi è in prigione in regime di custodia cautelare, oltre 20mila per traffico di stupefacenti. Fra le proposte il rilascio di quanti sono agli arresti per reati minori. 

Colombo (AsiaNews) - Il sovraffollamento delle carceri, in larga maggioranza dovuto alla custodia cautelare e ai reati per droga, sta diventando una vera e propria emergenza nazionale tanto che il governo e le autorità preposte sono alla ricerca - sinora vana - di una soluzione. Ad oggi vi sono almeno 30mila fra prigionieri, sospetti e in regime di carcerazione preventiva nei 30 istituti circondariali sparsi per l’isola, a fronte di una capacità massima di 13.241 posti.

Le autorità carcerarie, il Dipartimento della procura generale e la polizia stanno discutendo per cercare di risolvere la crisi in breve tempo, ma per esperti del settore e attivisti si tratta di un arduo compito. Al momento il sovraffollamento carcerario è dovuto in gran parte ai detenuti per traffico di stupefacenti, circa 20mila sull’intera popolazione carceraria. E del totale, oltre il 50% è dietro le sbarre in regime di custodia cautelare in attesa di processo. 

Secondo il vice-commissario delle carceri Chandana Ekanayake “è necessario un serio ripensamento” delle politiche carcerarie. Nel frattempo le autorità hanno dato disposizione per la costruzione di strutture “a Negombo e Wariyapola per ospitare tossicodipendenti e altri detenuti per reati minori”. L’avvocato Nilantha Dissanayaka spiega ad AsiaNews che “le autorità chiudono un occhio su qualsiasi incidente che coinvolga i detenuti, dato che l’opinione pubblica prova poca empatia nei confronti di coloro che sono dietro le sbarre”. Tutto ciò sebbene la maggioranza di loro “sono indagati e potrebbero essere liberi al termine delle udienze in tribunale”. Ad oggi, prosegue, “non vi è quasi differenza fra un sospetto” e un condannato in via definitiva anche “agli occhi dell’opinione pubblica” che considera un indagato “già colpevole” ancora prima della sentenza. 

“Cambiare i pregiudizi dell’opinione pubblica nei confronti dei detenuti è un compito difficile, ma il governo e le autorità competenti non possono rimanere indifferenti e trascurare il benessere e la sicurezza dei detenuti” prosegue l’avvocato, già “seriamente compromessa in passato”. Egli ricorda quanto avvenuto nel 1983 ai prigionieri Tamil nel carcere di Welikada, vittime di un massacro, o gli assassini avvenuti nel 2012 nella stessa prigione. “Questi incidenti - conclude - dimostrano che i prigionieri non sono al sicuro nemmeno quando sono affidati alle autorità carcerarie”.

Secondo l’ex commissario per le carceri Samantha Algama “il governo deve affrontare immediatamente il problema del sovraffollamento delle carceri, perché può portare a disordini” come si evince “da esperienze del passato”. “Sebbene il tema sia stato discusso spesso sia dalle autorità che dai cittadini, ad oggi - prosegue - sono stati fatti pochi progressi per trovare una soluzione” anche perché gli ultimi studi mostrano che la capacità ha superato addirittura il 100%.

Sebbene le carceri siano state costruite per ospitare un totale di 13.241 detenuti, attualmente ne ospitano circa 30mila, tra cui 19mila in custodia cautelare e 10mila con sentenza passata in giudicato. Le condizioni sono “spaventose”, aggiunge Algama, “soprattutto per quanto riguarda gli aspetti igienico-sanitari”. “Attualmente le nostre prigioni sono un inferno” perché invece di riabilitare i detenuti per reati minori li spingono verso “una vita criminale. Come si può esercitare un controllo sui detenuti - avverte - se le nostre carceri scoppiano in questo modo? Bisognerebbe trovare dei rimedi per alleviare la congestione”.

Nel frattempo, alti funzionari del Dipartimento carcerario propongono il rilascio dei detenuti per reati minori, compresi quanti sono in cella perché impossibilitati a pagare le multe. In passato vi è stata una proposta in tal senso, che non ha trovato attuazione. E anche quando viene concessa la grazia in occasione del giorno dell’Indipendenza, quanti escono vengono subito rimpiazzati da altri “e il numero dei detenuti non diminuisce”.

(Foto tratta dal Dipartimento carcerario dello Sri Lanka)

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Con Erdogan al potere la popolazione carceraria turca cresciuta del 118%
17/10/2022 11:06
Israele, sovraffollamento carcerario: i detenuti toccano quota 15mila
20/05/2022 10:21
Jakarta libera 18mila prigionieri per arginare il Covid-19 in carcere
04/04/2020 08:00
Sovraffollamento e malversazioni innescano una rivolta nel carcere di Bali
22/02/2012
La Chiesa filippina “solidale” con i carcerati
29/09/2008


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”