18/05/2006, 00.00
Thailandia
Invia ad un amico

Commissione thai: "Il Paese è buddista, inutile censurare il Codice da Vinci"

di Weena Kowitwanij

Secondo il nipote del re, membro della Commissione e produttore cinematografico, "quasi nessuno fra di noi conosce la storia di Gesù: tagliare il film renderebbe la trama incomprensibile".

Bangkok (AsiaNews) – La Commissione di censura nazionale ha rifiutato ieri di bandire dalle sale cinematografiche "Il Codice da Vinci" nonostante le richieste di molte associazioni cristiane, che definiscono il film ed il libro "un'offesa ai sentimenti religiosi".

La richiesta è stata presentata alla Commissione da un gruppo "rappresentativo delle varie confessioni cristiane del Paese". Fra i firmatari vi sono: padre Anthony Vorayuth Kitbamrung, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale thailandese; il dr. Saree Laukanpai, presidente della Società biblica protestante thailandese; il pastore Tongchai Pradabchananurak e Nantakwang Leelasunthorn, critico cinematografico cattolico. Il gruppo è stato comunque invitato a partecipare ad un dibattito televisivo "per fare chiarezza sull'argomento".

Il Mom Chao [nipote del re ndr] Chatri Chalearm Yukon, uno dei produttori cinematografici più conosciuti del Paese nonché membro della Commissione di censura, ha dichiarato che "la decisione si basa sul fatto che la Thailandia è una nazione buddista e non sono molti i fedeli della nostra religione che possono capire con chiarezza la storia di Gesù. Per questo non si può tagliare alcuna scena: renderebbe incomprensibile il film".

Il produttore ha poi aggiunto che "in ogni caso i membri del gruppo che ha presentato la richiesta sono autorizzati a distribuire dei volantini a coloro che entrano nelle sale per spiegare la verità sulla loro fede, così come è permesso loro dichiarare all'inizio o alla fine del film che esso è basato in parte su un'opera di fantasia".

"La decisione della Commissione – commenta p. Kitbamrung – riflette la composizione della nostra società e dobbiamo rispettarla. Se vogliamo vederla in maniera ottimista, possiamo sperare che la visione del film farà crescere la curiosità delle persone nei confronti del cristianesimo". "Dovremo poi essere bravi noi – aggiunge – nello spingere i curiosi a trovare le risposte alle loro domande nella Bibbia".

Secondo il critico Leelasunthorn, "la maturità degli spettatori è molto importante affinché, alla fine della pellicola, non si arrivi a conclusioni sbagliate. Sono preoccupato, perché le tesi del 'Codice' potrebbero confondere tutti quelli che si stanno avvicinando in questi giorni al cristianesimo".

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Dure opposizioni cristiane al "Codice Da Vinci"
20/05/2006
Nell'islam il "Codice" fa scordare "il rispetto di ogni simbolo religioso"
18/05/2006
Pakistan, bandito il "Codice da Vinci"
05/06/2006
Pakistan, minoranze contro il Codice da Vinci "blasfemo e diabolico"
24/05/2006
Cattolici vietnamiti e musulmani pakistani insieme contro il "Codice"
23/05/2006


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”