07/01/2026, 10.54
SRI LANKA
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Conducenti dei tuk-tuk contro app a pagamento: aggressioni e polemiche in Sri Lanka

di Arundathie Abeysinghe

La denuncia di PickMe, una delle principlai aziende di ride-hailing: "La polizia sta chiudendo un occhio sulle intimidazioni subite dai nostri autisti". I nuovi servizi spezzano il monopolio dei gruppi locali che imponevano tariffe esorbitanti ai turisti. Ma pesa anche la mancata applicazione di regole elementari, come quella che imporrebbe la presenza di un tassametro anche su ogni veicolo a tre ruote.

Colombo (AsiaNews) - Nello Sri Lanka cresce la tensione tra i conducenti di tre ruote (i cosiddetti tuk-tuk) e i fornitori di servizi basati su app come Uber e PickMe. Alcuni giorni fa, a Ella, una popolare località turistica della provincia di Uva, i conducenti PickMe sono stati molestati impedendo loro di prelevare passeggeri, poiché facevano concorrenza rispetto ai prezzi esorbitanti imposti ai turisti dalla "mafia locale" dei tre ruote.

Anche per una breve distanza di un chilometro viene applicata una tariffa minima di circa 200 rupie, mentre i servizi basati su app addebitano approssimativamente tra le 80 e le 100 rupie al chilometro. Sebbene i governi abbiano ripetutamente promesso di regolamentare i servizi dei tre ruote, in particolare le tariffe, anni di scarsa applicazione delle norme e di indecisione hanno consentito al settore di operare con una responsabilità minima, lasciando i pendolari esposti a prezzi arbitrari e a standard di servizio incoerenti.

PickMe, una delle principali aziende di ride-hailing, ha protestato affermando che “la polizia sta chiudendo un occhio sulla violenza e sulle intimidazioni subite dai nostri conducenti da parte degli operatori locali di tuk-tuk”. Il problema della violenza esercitata dalle bande di tuk-tuk nei confronti dei conducenti basati su app che applicano tariffe più basse, rischia ormai di mettere a rischio il riconoscimento turistico del Paese come “destinazione sicura”.

Le autorità hanno spesso tentato di rendere obbligatori i tassametri su tutto il territorio nazionale; tuttavia, in molte zone i tre ruote continuano a operare senza tassametro e, in diverse aree, i tassametri sarebbero stati manomessi. I recenti episodi verificatisi in località turistiche, tra cui l’aeroporto di Katunayake, la stazione ferroviaria di Kandy e destinazioni popolari come Ella, Nuwara Eliya e Weligama, sottolineano la gravità della situazione.

Adesh Mendis, Nishamnai Samarasekara e Ravindu Gamage, tre turisti locali in visita a Ella, hanno raccontato ad AsiaNews l’incidente della scorsa settimana. “Abbiamo noleggiato due tre ruote PickMe per spostarci in varie località di Ella e Haputale. Siamo stati fermati lungo la strada da conducenti locali di tre ruote, che ci hanno costretti con la forza a salire sui loro veicoli. I nostri autisti sono stati minacciati e obbligati a tornare indietro. Secondo l’app, il costo del nostro viaggio era di 1.500 rupie, mentre i tre ruote locali volevano che pagassimo 2.800 rupie. Anche se abbiamo cercato di negoziare, si sono rifiutati di abbassare i prezzi. Non abbiamo avuto altra scelta se non pagare la cifra elevata che ci hanno imposto. Non portiamo grandi somme di denaro quando viaggiamo – lamentano ancora gli utenti -, utilizziamo le carte di credito per pagare i conducenti basati su app, mentre i conducenti locali devono essere pagati in contanti”.

I docenti universitari Roshan Gunatillake e Sampath Attygala ritengono che “per prevenire la mafia dei tre ruote, dovrebbero innanzitutto essere resi obbligatori i tassametri su tutto il territorio nazionale, con sanzioni severe per le manomissioni. In secondo luogo, zone di prelievo designate dovrebbero proteggere gli operatori basati su app in aeroporti, stazioni e siti turistici. In terzo luogo, un quadro tariffario trasparente, collegato alla distanza e ai prezzi del carburante, dovrebbe essere applicato per legge. Infine, un sistema professionale di licenze e di gestione dei reclami dovrebbe rendere i conducenti responsabili delle loro azioni. Senza un’azione decisiva di questo tipo, lo Stato rischia di cedere la governance del trasporto pubblico al caos, con un costo che ricade su cittadini, visitatori locali e stranieri. L’inazione delle autorità è dovuta in gran parte al bacino elettorale rappresentato da oltre un milione di conducenti di tre ruote e da oltre 2,5 milioni di voti, includendo le loro famiglie”.

“Attualmente – continuano gli accademici - i tre ruote svolgono un ruolo significativo, soprattutto nelle aree rurali prive di trasporti pubblici. Questo non può però giustificare tariffe eccessive, intimidazioni e comportamenti che danneggiano l’immagine dello Sri Lanka. I prezzi esorbitanti e l’arroganza occasionale, inclusi gli episodi di molestia, sono le impressioni che i turisti riportano a casa”.

Da parte loro, le associazioni dei conducenti di tre ruote hanno organizzato proteste in diverse parti del Paese sostenendo che “abbiamo il diritto di stabilire i prezzi per i clienti”.

 

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