19/06/2026, 11.34
PAKISTAN
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Coppia di sikh uccisa a Mardan. Avviata indagine per terrorismo

di Shafique Khokhar

Marito e moglie, custodi di un gurdwara, vittime di un agguato con armi da fuoco. Indagini non escludono omicidio a sfondo religioso. Preoccupazione tra comunità minorizzate sikh e indù. P. Shakeel Gulzar: attacco a pace, armonia religiosa e umanità.

Mardan (AsiaNews) - Una coppia sikh, che prestava servizio come custodi presso un gurdwara a Mardan, è stata uccisa mercoledì a colpi d’arma da fuoco da aggressori non identificati, in un agguato che ha suscitato paura e indignazione tra le comunità delle minoranze religiose e ha spinto le autorità ad avviare un’indagine per terrorismo.

Le vittime, identificate come Jagannath, 70 anni, e sua moglie, vivevano all’interno dei locali dello storico gurdwara a Baboo Mohallam, Mardan, circa 60 km a nord-ovest di Peshawar. Secondo quanto riferito, la coppia si occupava da diversi anni della cura del luogo di culto, supervisionandone la manutenzione e la sicurezza.

Secondo la polizia, aggressori armati sono entrati nei locali del gurdwara e hanno aperto il fuoco contro la coppia prima di fuggire. L’attacco ha causato la morte immediata di entrambe le persone anziane. I residenti hanno subito informato le autorità, assicurando una rapida risposta da parte della polizia e del personale di soccorso.

Una squadra medica del servizio Rescue 1122 è giunta sul posto poco dopo l’incidente e ha trasferito i corpi all’ospedale del quartier generale distrettuale di Mardan per gli esami post mortem e le formalità legali. Forze di sicurezza hanno isolato l’area mentre esperti forensi e investigatori raccoglievano prove dalla scena del crimine. 

I funzionari di polizia hanno dichiarato che è stata avviata un’indagine per determinare il movente dell’attacco e identificare i responsabili. Le indagini preliminari non escludono alcuna pista, compresa la possibilità di una violenza a sfondo religioso, sebbene le autorità non abbiano ancora annunciato alcuna conclusione.

L’omicidio ha suscitato grande preoccupazione tra le comunità sikh e indù del Pakistan, che hanno chiesto l’arresto immediato dei responsabili e un rafforzamento delle misure di sicurezza nei luoghi di culto delle minoranze. I membri delle comunità hanno descritto la tragica azione come un attacco scioccante contro un’istituzione religiosa pacifica e hanno chiesto che sia fatta giustizia in tempi rapidi.

Alti funzionari governativi e di polizia si sono recati sulla scena del crimine per supervisionare le indagini. Il parlamentare delle minoranze Suresh Kumar, il funzionario di polizia distrettuale Masood Bangash e la sovrintendente di polizia incaricata delle indagini Maria Mustafa, sono tra coloro che hanno verificato la raccolta delle prove e ricevuto aggiornamenti dagli investigatori.

È stato registrato un primo rapporto informativo (Fir) presso la stazione di polizia del Dipartimento antiterrorismo (CTD) contro sospetti non identificati. La denuncia è stata presentata da Amarjeet Lal, cognato del custode deceduto. La polizia ha confermato che il rapporto include accuse di omicidio, nonché disposizioni previste dalle leggi antiterrorismo. L’inclusione delle accuse di terrorismo consentirà agli investigatori di avvalersi di risorse aggiuntive e procedure specializzate nel perseguimento del caso. Al momento della stesura di questo articolo non è stato effettuato alcun arresto.

Gli omicidi hanno suscitato la condanna da parte di leader religiosi, difensori dei diritti umani e organizzazioni della società civile in tutto il Pakistan. Il reverendo p. Shakeel Gulzar, direttore della Commissione cattolica per la giustizia e la pace dell’arcidiocesi di Karachi, ha denunciato con forza l’attacco e ha esortato le autorità a intraprendere azioni decisive contro i responsabili. Ha descritto la comunità sikh come pacifica e rispettosa della legge e ha affermato che l’omicidio di una coppia dedita alla cura di un luogo di culto rappresenta un attacco alla pace, all’armonia religiosa e all’umanità stessa.

Anche l’attivista sociale e per la pace Simon Shamaun Masih ha condannato l’incidente, descrivendolo come un atto di violenza insensato che minaccia l’armonia interreligiosa e la libertà religiosa. Ha affermato che l’attacco ha seminato paura tra le comunità vulnerabili e ha sollevato serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei luoghi di culto appartenenti alle minoranze religiose. 

L’accaduto ha messo ancora una volta in luce le difficoltà che devono affrontare le comunità minorizzate in Pakistan e ha rilanciato gli appelli per una maggiore protezione dei luoghi di culto. I leader delle comunità e gli attivisti per i diritti umani hanno esortato il governo a garantire un’indagine trasparente, ad assicurare i responsabili alla giustizia e ad adottare misure concrete per salvaguardare tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede.

In un’intervista ad AsiaNews, Kashif Aslam, attivista per i diritti umani, ha dichiarato: “Sono profondamente rattristato e sconvolto. La comunità sikh è nota per le sue tradizioni pacifiche e non violente, il che rende un attacco così efferato ancora più tragico e allarmante. La violenza contro le minoranze religiose non ha posto nella nostra società e non fa che accentuare il senso di paura e insicurezza”. Mentre gli investigatori proseguono le ricerche, membri della comunità sikh e residenti attendono risposte sul movente degli omicidi e sperano che i responsabili siano presto assicurati alla giustizia. 

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