07/06/2006, 00.00
GIAPPONE
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Crescono in Giappone poveri, disoccupati e anziani

Le pensioni sociali bastano appena per sopravvivere, in un Paese dove chi è povero si vergogna di dirlo. Preoccupazione per l'aumento dell'età media.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Aumentano in Giappone i poveri, i disoccupati e gli anziani, mentre cresce il divario tra ricchi e poveri. Circa il 20% dei giapponesi ha 65 o più anni, in uno Stato dove continua da decenni il calo demografico. Chi vive con i sussidi pubblici ne lamenta l'insufficienza.

"Non mi posso permettere – racconta un anziano di 72 anni – tre pasti al giorno. Ho appena quanto basta per sopravvivere". Il governo gli paga l'affitto (un monolocale nel quartiere Ward nella vecchia Tokyo) e gli dà 96 mila yen al mese (848 dollari Usa), ma con il suo lavoro guadagnava 5 milioni di yen l'anno (circa 44 mila dollari). Metteva in opera impianti elettrici, ma una malattia al cuore lo ha costretto a mettersi a riposo.

"A Tokyo – spiega Kimiko Rimura, 71 anni, che vive in un monolocale senza bagno – non ci sono affitti abbastanza economici di camere con bagno".

Gli esperti osservano che cresce il divario tra poveri e ricchi e che nelle grandi città come Tokyo ci sono costi elevati. Aumentano i senza casa, sconosciuti in Giappone fino alla crisi economica dell'inizio degli anni '90, e in molti parchi si trovano i loro ripari di incerate blu. In un Paese che dopo la seconda guerra mondiale si è sempre vantato di avere una società senza classi, chi ha necessità si vergogna a chiedere aiuto.

"Qui i poveri si nascondono – dice Kazuya Hata, volontaria del Gruppo per la protezione della vita e della salute – e chi vive con i sussidi sociali non ne parla, perché si ritiene responsabile per la sua cattiva sorte".

Anche se l'economia ora migliora, il ministro della Sanità, del benessere e del lavoro stima che a marzo hanno ricevuto sussidi oltre 1 milione di famiglie, pari al 2% della popolazione, con un incremento del 60% in 10 anni.

Il calo della natalità e la crescita del numero degli anziani, intanto, fa prevedere un maggiore costo futuro per l'assistenza sociale, a carico di una popolazione produttiva sempre minore. La disoccupazione è scesa al 4,1%, dato più basso da 7 anni, ma non c'è ottimismo. Nel marzo 2006, dicono i dati ufficiali, ci sono "solo" 628 mila persone che ricevono il sussidio di disoccupazione, contro gli 1,1 milioni del 2002.

Ma i nuovi posti di lavoro – dice Takuro Morinaga, docente d'Economia all'università Dokkyo vicino Tokyo – possono essere temporanei, dopo che le nuove leggi hanno reso più facile alle industrie manifatturiere assumere lavoratori temporanei. "Questo significa – prosegue – che molti lavoratori il cui impiego è stato finora protetto dalla legge possono essere licenziati". Le nuove leggi sulle imposte volute da Koizumi, aggiunge, "le hanno ridotte per i ricchi e aumentate per i poveri". (PB)

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