23/01/2006, 00.00
siria - libano
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Damasco sotto accusa crea tensione a Beirut

di Jihad Issa

La Siria oggetto degli attacchi di Joumblatt, difesa da Nassrallah. Nei prossimi giorni Brammertz potrebbe recarsi nella capitale siriana.

Damasco (AsiaNews) – Sono sempre più forti in Libano le conseguenze dei tormenti del regime siriano, che sente la pressione internazionale ed attende con ansia le prime mosse di Serge Brammertz, il nuovo capo della Commissione internazionale che indaga sull'uccisione dell'ex premier libanese Rafic Hariri, e che, secondo alcune fonti, nei prossimi giorni dovrebbe recarsi in Siria,.

Ufficialmente a Damasco si parla di atteggiamento "comprensivo" del giudice belga, ma il presidente Assad, con un discorso che ha occupato le prime pagine dei giornali locali, ha voluto rivendicare il suo diritto a non essere trattato "come un testimone" da parte della Commissione ed ha usato parole pesanti contro quei leader libanesi che maggiormente sottolineano le responsabilità siriane nella vicenda Hariri. In un discorso al congresso arabo degli avvocati, assenti per la prima volta i libanesi, sabato il presidente siriano ha affermato la volontà di cooperare con la Commissione, purché rispetti la sovranità siriana, ed ha pesantemente criticato, senza nominarli, Walid Joumblatt, Samir Geagea e gli aderenti al movimento del 14 marzo (che ha provocato il ritiro dell'esercito siriano dal Libano).

In appoggio alle parole di Assad, ancora ieri ci sono state, a Damasco, alcune manifestazioni "spontanee".

Joumblatt ha risposto con un appello a tutti gli aderenti al movimento del 14 marzo di prepararsi ad un sit-in nella ricorrenza del primo anniversario dell'assassinio di Hariri (il 14 febbraio), ha definito le dichiarazioni di Assad "ultima spiaggia" ed ha ripetuto le sue accuse contro il governo siriano, considerato l'unico "responsabile di tutti gli atti terroristici in Libano durante gli anni della presenza siriana in Libano".

Le parole di Assad hanno anche trovato puntuale riscontro nei movimenti filosiriani del Libano che stanno bloccando il governo di Beirut. Ieri Hassan Nasrallah, segretario di Hezbollah, ha fatto i nomi taciuti da Assad in un discorso all'università Al Achraf che la stampa siriana, sempre controllatissima, loda molto. Egli ha parlato di Joumblatt come del "politico instabile e non equilibrato, responsabile di molti crimini", esprimendo invece "piena fiducia" nel generale Michel Aoun, considerato "uomo integro, capace di condurre il Paese verso una meta di stabilità". Frase per la quale L'Orient Le Jour parla di "appoggio" di Aoun ad Hezbollah.

Nasrallah ha anche criticato il lavoro compiuto dalla Commissione dell'Onu nel periodo nel quale è stata diretta dal tedesco Mehlis, chiedendo al suo successore di non "manipolare e politicizzare la sua missione", Nassrallah ha affermato davanti a più di 20000 persone presenti nello stadio che "non c'e il pericolo di una guerra civile in Libano, perché gli unici che possono combattere siamo noi, e noi vogliamo la pace".

 

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