23/09/2022, 12.20
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Delhi ha un problema: deve regolamentare i giochi d'azzardo online

di Alessandra De Poli

Google ha annunciato un progetto pilota per rendere disponibili alcune app di giochi virtuali anche in India, dove il gioco d'azzardo online è formalmente vietato. Ma il settore è in forte crescita e promette cinque miliardi di dollari e 50mila posti di lavoro entro il 2025. Aumentano però anche le trappole del debito e i suicidi per gli utenti.

Milano (AsiaNews) - A inizio mese Google ha annunciato che lancerà un progetto pilota di un anno per rendere disponibili anche in India le applicazioni in cui si utilizzano soldi veri per giocare. In realtà si tratta solo di alcuni tipi di app, quelle di giochi di carte e di “fantasy sport”, in cui i giocatori si cimentano in partite di sport reali o immaginari. 

Potrebbe sembrare banale, ma è una decisione importante, perché in India non esiste una legge che regolamenti il gioco d’azzardo online. Il governo centrale è responsabile delle normative relative all’utilizzo di internet mentre la materia dei giochi d’azzardo online, da cui sono esclusi i cosiddetti “giochi di abilità”, quelli in cui prima di piazzare la scommessa è necessario un certo ragionamento, a differenza di altri giochi che si basano sulla casualità del lancio dei dadi per esempio, è lasciata in mano ai singoli Stati e la maggior parte di essi li proibisce. In alcuni - tra cui il Kerala e il Karnataka - le scommesse virtuali sono diventate legali solo perché di recente i tribunali locali hanno annullato i divieti imposti da Delhi. Google aveva finora bandito le app sul proprio Play Store indiano proprio per tale ragione e per gli utenti indiani l’unico modo per giocare o scommettere è da browser.

Come spiega Rest of world, il cambiamento è dovuto a due ragioni: da una parte le grandi aziende di giochi online come la Indian Fantasy Sports Federation e IndiaTech.org sostengono che i loro prodotti debbano essere considerati “giochi di abilità”. Dall’altra parte Google potrebbe aver annusato la possibilità di grossi guadagni: il mercato del gioco d’azzardo online in India, che oggi vale circa un miliardo di dollari, dovrebbe raggiungere i 2 miliardi entro l’anno prossimo e i 5 miliardi entro il 2025 con la possibilità di creare circa 50mila nuovi posti di lavoro. I ricavi dei giochi di carte e dei fantasy sport sono aumentati del 26% in un solo anno durante la pandemia. Tra i giochi più popolari c’è Dream11, un’app di fantasy cricket (legale, perché già catalogata come gioco di abilità) su cui hanno puntato anche molti investitori stranieri. A far crescere l’industria è stato proprio il cambio di percezione seguito ai primi lockdown: da sempre visti come una perdita di tempo e un modo per isolarsi, per molti utenti ora i giochi virtuali rappresentano una diversa possibilità di connessione con il mondo circostante. 

Non è però una crescita priva di effetti collaterali: all'inizio dell’anno aveva generato scalpore la notizia della morte di un bambino di 11 anni dipendente dai giochi online che aveva speso 6mila rupie (76 euro) senza il permesso dei genitori. L’indebitamento degli utenti è in aumento: tra giovani e giovanissimi sono cresciute le domande di prestiti via internet per accedere alle versioni premium dei giochi. In altre parole, anche se il gioco d’azzardo resta illegale, sono aumentate le richieste su app cinesi che trattengono i dati degli utenti fino al rimborso totale del debito, ha spiegato al Times of India l’esperto di sicurezza informatica Ananth Prabhu. Secondo alcune indagini non sarebbe la stretta dipendenza dai giochi d’azzardo a causare i suicidi di cui ha dato conto la stampa indiana nell’ultimo anno - 20 solo nello Stato meridionale del Tamil Nadu - ma la bancarotta e la trappola del debito.

A maggio il governo ha istituito una task force interministeriale nel tentativo di regolamentare il settore. È una questione delicata, non solo per la difficoltà burocratica di mettere d'accordo governo centrale e singoli Stati (una stessa piattaforma potrebbe essere legalmente utilizzata in uno Stato e vedersi bannata in un altro), ma anche perché il divieto totale rischia di spingere le persone a cercare vie alternative clandestine e pericolose per continuare a giocare, sostengono gli esperti. Anche alcuni psichiatri raccomandano di non criminalizzare l’utilizzo dei giochi di abilità, che a differenza delle scommesse offrono ai giocatori emozioni positive e possono aumentare le capacità cognitive. Ma secondo E-Gaming Federation of India l’80% dei giochi online più utilizzati sono di scommesse. Gioco d’azzardo puro.

La Indian Fantasy Sports Federation aveva accolto con favore l’iniziativa governativa di istituire un panel di esperti: "Questo passo indica l'impulso che il governo intende dare alla crescita dell'industria indiana del gioco online. La task force è un grande passo avanti nella creazione di una certezza normativa per questo settore in rapida crescita".

Non mancano però gli scontenti. Nei giorni scorsi la piattaforma WinZO ha citato in giudizio Google per non aver incluso le proprie applicazioni nel progetto pilota, considerato dalla piattaforma “una pratica commerciale sleale”. WinZO, che ha registrato un fatturato annuo di 13 milioni di dollari nel 2021, afferma di avere 85 milioni di utenti in India che in media passano un’ora al giorno sulla piattaforma. Ma quello di Google alla fine è solo una prima iniziativa: sta all’attuale governo indiano prendere una decisione che favorisca allo stesso tempo i guadagni dell’industria e la protezione degli utenti dall’indebitamento.

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