28/03/2012, 00.00
CINA
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Dopo due anni, la famiglia di Gao Zhisheng riesce a visitarlo in carcere

L’avvocato cristiano, noto per il suo impegno a favore dei dissidenti di tutta la Cina, è chiuso in una prigione del nord-ovest del Paese da due anni in isolamento assoluto. La famiglia lo ha trovato “bene” ma non è riuscita a sapere nulla del suo futuro o del motivo del suo arresto.

Pechino (AsiaNews/Rfa) - Dopo due anni di silenzio da parte delle autorità, la famiglia di Gao Zhisheng è riuscita ad avere un colloquio con uno dei dissidenti più famosi della Cina. L'avvocato e attivista per i diritti umani si trova in un carcere della provincia dello Xinjiang, dove vive in condizioni di assoluta distanza dal mondo. Noto per essere stato "uno dei dieci migliori avvocati di Cina", Gao si è convertito al cristianesimo e ha deciso di difendere i membri più deboli della società cinese. Per questo è caduto in disgrazia ed è finito nel mirino delle autorità.

La famiglia di uno dei maggiori avvocati dissidenti - attivista per i diritti umani - lo ha visitato per la prima volta dopo due anni di carcere. Il fratello e il suocero di Gao Zhisheng, uno dei dissidenti di maggior profilo di tutta la Cina, lo hanno incontrato nella prigione di una remota provincia cinese per la prima volta in due anni, allontanando il sospetto che potesse essere morto.

La moglie di Gao, Geng He, ha spiegato che il marito ha ricevuto una visita da suo padre Geng Yundi e dal fratello maggiore di Gao, Gao Zhiyi, alla prigione della contea di Shaya, nella provincia nord-occidentale del Xinjiang, lo scorso 24 marzo. "L'incontro - ha spiegato Geng He, che vive in esilio negli Stati Uniti - è durato mezz'ora. Hanno parlato al telefono, separati da una finestra di vetro".

"È apparso molto pallido, probabilmente perché non vede mai il sole. Non è apparso in cattive condizioni ma neanche in buona salute. Dal modo in cui camminava è sembrato a posto. Sembra che non sia ingrassato né dimagrito".

L'incontro in prigione ha offerto ai membri della famiglia di Gao un raggio di luce, dato che questi erano molto preoccupati per la sua salute: l'avvocato era scomparso per lunghi periodi per poi riapparire e dichiarare di essere stato torturato. Gao Zhiyi ha confermato di aver incontrato il fratello ma non ha voluto dare dettagli: "L'ho visto. L'ho visto. Vi dirò di più nei prossimi giorni. Non è conveniente parlare adesso".

Prima dell'ultima visita in prigione, Gao Zhiyi aveva visto il fratello nell'aprile del 2010, mentre si trovava sotto la custodia dei pubblici ufficiali di sicurezza. Nel dicembre del 2011 si è recato presso la prigione della contea di Shaya, dopo essere stato informato che Gao era tenuto prigioniero lì, ma una volta arrivato le autorità carcerarie gli hanno detto che non era permesso visitare il prigioniero, che tra l'altro non voleva vedere la sua famiglia.

Dopo il fallito incontro, Geng He aveva espresso la propria preoccupazione per la vita del marito. Ora, pur contenta che il fratello e il suocero abbiano visto il marito, Geng He rimane preoccupata: "Il mio cuore è pesante. Anche se Gao Zhisheng ha ricevuto la visita della famiglia, il mio cuore è ancora pesante. Ho molte domande. Perché è stato mandato nelol Xinjiang? Che cosa ha fatto? Quando lo lasceranno andare? Così tante domande, che rimangono senza risposta". La donna chiede il suo rilascio immediato: "Gao Zhisheng non ha fatto nulla di sbagliato. Dovrebbe essere rilasciato immediatamente".

Una volta il dissidente era un noto avvocato lodato dal Partito comunista al potere, che perse il sostegno del governo quando decise di difendere alcune delle persone più vulnerabili di tutta la Cina inclusi cristiani, minatori e seguaci del movimento spirituale Falun Gong bandito dal governo.

Nel 2006 le autorità lo hanno arrestato e condannato per "aver incitato la sovversione", condanna che più tardi venne sospesa. Ma nei cinque anni successivi, spiega Geng, Gao è stato vittima di "sparizioni forzate" e di torture. A dicembre l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha pubblicato un asciutto comunicato secondo il quale Gao era stato imprigionato per tre anni a causa delle sue ripetute violazioni dei termini della libertà vigilata.

Geng He dice che suo padre è riuscito a parlare con Gao per 10 minuti: "Ha chiesto a mio padre come stava e come stavano le mie sorelle maggiori e minori. Si è informato della sua salute. Mio padre ha risposto 'sto bene ora che ti ho visto' e Gao si è commosso per questa frase. Mio padre gli ha chiesto se avesse bisogno di denaro e lui ha risposto di sì, ma ha aggiunto che gli permettono di tenere soltanto 600 yuan [circa 60 euro ndt] al mese".

"Allora papà ha lasciato 600 yuan per lui. Gao ha parlato con il fratello maggiore per 20 minuti, ma mio padre non è stato in grado di dire di cosa abbiano parlato. Il fratello stava piangendo... La polizia era presente. Ma non so per quanto...".

Geng He dice che Gao Zhiyi gli ha detto che il marito "sembra a posto", ma ha aggiunto che le autorità lo hanno avvisato di non dire nulla della visita, altrimenti non gli sarà permesso di visitare di nuovo il fratello.

 

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