Drone iraniano sull'aeroporto azero: il contesto e le reazioni
Colpita Nakhičevan nell'enclave che dovrebbe essere nuovamente connessa a Baku con il Corridoio previsto dall'intesa fatta firmare da Trump per porre fine alla guerra con l'Armenia. Lo storico dissidio con l'Iran per la sovrapposizione dei territori e la diversa interpretazione della variante sciita dell’islam. Teheran nega responsabilità, ma Aliev si dice pronto a "difendere la propria sicurezza e integrità territoriale".
Baku (AsiaNews) - Un drone iraniano Shahed - o forse anche più di uno stando ai video diffusi in rete - è caduto ieri sul territorio dell’aeroporto di Nakhičevan, la capitale dell’enclave autonoma dell’Azerbaigian in Armenia, che dovrebbe essere nuovamente connessa alla nazione patria con la riapertura del “Corridoio della Pace di Trump” Tripp, l’accordo principale che Baku e Erevan hanno accettato lo scorso anno a Washington per mettere a fine ai conflitti tra i due Paesi e riaprire le vie del commercio tra il Caucaso meridionale e tutta la regione mediorientale.
L’Azerbaigian è uno dei nemici storici dell’Iran, per la sovrapposizione dei territori e delle etnie (l’Iran settentrionale viene chiamato a Baku “Azerbaigian meridionale”) e per la diversa interpretazione della variante sciita dell’islam, che per gli iraniani si deve risolvere in uno Stato monarchico-religioso, mentre gli azeri propongono una variante molto più laica. Tra i tanti attacchi dall’Iran a tutte le latitudini del Medio Oriente, quella contro la regione azera costituisce una delle azioni più simboliche a livello regionale e ideologico.
Sono state evacuate le scuole intorno alla zona dell’aeroporto, e il ministero degli esteri dell’Azerbaigian ha dichiarato che un drone è caduto sul terminal dell’aeroporto, mentre un secondo è caduto proprio accanto a una scuola nel villaggio di Šekarabad. L’edificio principale dell’aeroporto ha riportato seri danni con due vittime civili ricoverate in ospedale, e Baku ha accusato direttamente Teheran dell’accaduto, affermando che gli azeri “si riservano di rispondere in modo adeguato”. L’ambasciatore dell’Iran a Baku è stato convocato dal ministero degli esteri azero, consegnandogli una nota di protesta, e diversi Stati, tra cui la Gran Bretagna e Israele, hanno condannato l’Iran come colpevole dell’accaduto.
Il fatto che ad essere colpito sia stato proprio un aeroporto è particolarmente significativo dal momento che lo spazio aereo dell’Azerbaigian è oggi importantissimo, trovandosi nello stretto corridoio tra la Russia e l’Iran, due aree i cui spazi aerei sono in questo momento impraticabili per le compagnie aeree occidentali. Vanno ricordate inoltre le strette relazioni che Baku ha coltivato nel corso degli anni con Israele.
Lo stato maggiore dell’esercito iraniano ha peraltro negato il coinvolgimento di Teheran nel lancio dei droni, osservando che “l’Iran rispetta la sovranità di tutti i Paesi, soprattutto quelli musulmani e i Paesi vicini”, rovesciando la responsabilità su Israele, come ha ribadito anche il vice-ministro degli. Esteri iraniano Kazem Garibabadi. Da parte azera, però, si insiste sulla versione che i droni siano stati lanciati dall’Iran, e lo stesso presidente Ilham Aliev ha parlato di “atto terroristico”, chiedendo all’Iran delle spiegazioni ufficiali, delle scuse e l’identificazione dei responsabili. Aliev ha ribadito che l’Azerbaigian non partecipa e non ha intenzione di partecipare alle operazioni belliche contro l’Iran, ma è “pronto a difendere la propria sicurezza e integrità territoriale”.
L’Iran sta rispondendo agli attacchi di Israele e Usa, attaccando tutti i Paesi della regione che collaborano con gli americani, con azioni nei confronti del Bahrein, dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. L’Azerbaigian non dispone di basi militari statunitensi, e non ha partecipato in alcun modo alle operazioni contro l’Iran. La regione autonoma del Nakhičevan si trova all’interno del territorio dell’Armenia, che esprime la propria solidarietà con gli iraniani, e confina per brevi tratti sia con l’Iran che con la Turchia.
I parametri tecnici dei droni caduti sul territorio azero sono ancora sottoposti a indagine, come ha comunicato il ministero della difesa di Baku, confermando comunque le accuse nei confronti dell’Iran per un attacco “senza alcuna motivazione”. L’Azerbaigian si dichiara “pronto a garantire la sicurezza della popolazione civile e delle infrastrutture della regione del Nakhičevan”, confermando che “quanto accaduto non rimarrà senza risposta”. Una situazione che rischia di aprire di fatto un altro fronte nella guerra scoppiata in Medio Oriente.
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