26/01/2026, 12.31
MALDIVE
Invia ad un amico

Età penale a 12 anni: Malé sotto esame del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia

di Maria Casadei

Durante la revisione periodica delle Nazioni unite, il governo delle Maldive ha difeso la proposta di abbassare a 12 anni l’età della responsabilità penale, sostenendo la necessità di contrastare il reclutamento dei minori da parte delle gang. Gli esperti Onu e la Commissione per i diritti umani del Paese hanno però espresso forti preoccupazioni per il rischio di criminalizzazione dei bambini e per le criticità ancora presenti nel sistema di protezione dell’infanzia.

Malé (AsiaNews) – La proposta del governo delle Maldive di abbassare a 12 anni l’età della responsabilità penale ha aperto un confronto durante l’ultima revisione del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia. Gli esperti delle Nazioni unite hanno chiesto chiarimenti all’esecutivo sulle motivazioni della riforma e hanno espresso forti preoccupazioni per il possibile impatto sui diritti dei minori.

La revisione rientra nel meccanismo periodico con cui il Comitato valuta l’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo da parte degli Stati aderenti. Nel caso delle Maldive, il dialogo con la delegazione governativa si è concentrato in particolare sulla giustizia minorile, sulla protezione dei bambini dallo sfruttamento e sull’equilibrio tra sicurezza pubblica e diritti fondamentali.

Secondo il ministro per la Sicurezza interna Ali Ihusan, nell’ultimo anno oltre 150 ragazzi tra i 12 e i 15 anni sono stati coinvolti in attività criminali. L’attuale quadro normativo, che fissa a 15 anni l’età della responsabilità penale, offrirebbe – ha sostenuto – una tutela così ampia da limitare fortemente l’intervento dello Stato, sia sul piano della prevenzione sia su quello della riabilitazione. Questa situazione renderebbe i minori particolarmente vulnerabili al reclutamento da parte delle gang, che li sfrutterebbero proprio perché non penalmente perseguibili.

Di parere opposto la Commissione per i diritti umani delle Maldive, che ha messo in guardia dal rischio che l’abbassamento dell’età della responsabilità penale esponga i bambini a nuove forme di abuso e criminalizzazione. Anche gli esperti del Comitato Onu hanno sollevato dubbi sull’efficacia della misura, chiedendo se non esistano alternative basate su politiche sociali, educative e di sostegno alle famiglie.

Il governo, per voce del ministro Ihusan, ha difeso la riforma spiegando che l’obiettivo non sarebbe punire indiscriminatamente, ma intervenire su minori tra i 12 e i 14 anni già coinvolti in reati violenti. In questo quadro, l’esecutivo ha richiamato anche la nuova legge contro il crimine delle gang, entrata in vigore nel 2025, che introduce pene severe per chi sfrutta i minori: fino a 25 anni di carcere e multe fino a 10 milioni di rufiyaa (circa 550 mila euro).

Nel corso del confronto, il Comitato Onu ha però evidenziato altre criticità strutturali del sistema di protezione dell’infanzia nelle Maldive. Tra queste, la questione della pena di morte, formalmente prevista nell’ordinamento in base alla legge islamica qualora i familiari della vittima scelgano di applicarla, e che continua a sollevare interrogativi soprattutto nei casi legati a reati commessi da minorenni. Gli esperti hanno inoltre richiamato l’attenzione sulle punizioni corporali: sebbene vietate in molte forme dalla normativa, persistono pratiche punitive incompatibili con gli standard internazionali.

Ulteriori preoccupazioni riguardano le difficoltà dei minori a partecipare effettivamente ai procedimenti giudiziari, spesso ostacolati da un linguaggio tecnico poco accessibile e dalla carenza di un adeguato sostegno legale. Anche il tema della separazione dai genitori è stato affrontato: nonostante la legge privilegi l’affido familiare, molti bambini continuano a trascorrere lunghi periodi in strutture residenziali. Per i minori con disabilità, infine, la Commissione per i diritti umani ha segnalato gravi carenze nei servizi, soprattutto nelle isole periferiche dell’arcipelago.

Accanto alla proposta di riforma penale, il governo ha illustrato al Comitato un intervento mirato: il trasferimento dei minori considerati a rischio in una struttura di riabilitazione su un’isola dedicata, chiamata “Hope Island”. L’iniziativa, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe proteggere i bambini dall’influenza delle gang, offrendo un ambiente sicuro con programmi scolastici, sportivi e di formazione professionale, mantenendo al tempo stesso i contatti con le famiglie e la comunità.

Al termine della revisione, il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia, composto da 18 esperti indipendenti, elaborerà nelle prossime settimane una serie di raccomandazioni formali, basate sui documenti presentati dal governo e sui rapporti della società civile. Il procuratore generale Ahmed Usham, a capo della delegazione maldiviana, ha assicurato che la dignità e la sicurezza dei bambini restano una priorità nazionale, ribadendo l’impegno dell’esecutivo a tutelare i diritti dell’infanzia.

(Foto: Unicef Maldives)

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Unicef Sri Lanka: a Colombo sensibilizzazione interattiva sui diritti dei bambini
24/11/2025 15:14
Tokyo, ancora maltrattamenti sui minori: più di 130mila casi in un anno
01/09/2018 09:00
La nuova legge sui media accende la protesta a Malé
22/10/2025 13:59
Proteste a Malé per uno scandalo che travolge ministro del governo Muizzu
08/05/2025 10:12
Malé: il candidato dell'opposizione filo-cinese è il nuovo presidente
02/10/2023 13:03


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”