Funerali più sobri e senza ospiti: il nuovo volto del lutto a Seoul
Con famiglie di dimensioni ridotte per la crisi demografica e l'individualizzazione dei rapporti sociali cresce il ricorso a cerimonie di un solo giorno, senza i ricevimenti per l'omaggio al defunto tradizionalmente considerati indicatori di rispetto e prestigio sociale. A incidere sono i costi esorbitanti di queste cerimonie ma anche l'esigenza di una ritualità meno esibita.
Seoul (AsiaNews/Agenzie) - In Corea del Sud l’invecchiamento della popolazione e i rapidi cambiamenti in corso nella società stanno andando a toccare anche Tradizioni e riti profondamente radicati. Lo racconta The Korea Herald in un articolo dedicato al fenomeno in forte crescita dei no-viewing funerals, cioè i funerali senza ricevimento.
A Seoul e in tutta la Corea del Sud, chiunque abbia partecipato al commiato di una persona defunta riconosce immediatamente la struttura tipica delle sale funebri: dopo una breve visita all’altare per rendere omaggio alla salma, i visitatori si spostano in una grande sala adiacente dove ci si intrattiene anche per ore intorno a cibo e bevande. Questi spazi restano aperti giorno e notte per due o tre giorni consecutivi, durante i quali amici, parenti e conoscenti si alternano offrendo buste con denaro insieme alle condoglianze. Una sala gremita è considerata tradizionalmente segno di rispetto e di prestigio sociale della famiglia, mentre una stanza vuota viene vissuta come un’ulteriore fonte di dolore.
Questa usanza radicata sta, però, progressivamente cambiando. La riduzione delle dimensioni delle famiglie, l’individualizzazione dei rapporti sociali e soprattutto i costi sempre più elevati di queste cerimonie stanno infatti spingendo molti sudcoreani a scegliere riti di commiato più semplici e privati.
Il signor Chang, 42 anni, racconta di aver scelto un no-viewing funeral per la nonna ultra novantenne, che aveva ormai perso gran parte dei suoi amici e parenti. La famiglia ha preferito condividere il lutto in modo intimo, ma alcuni conoscenti hanno reagito con sorpresa e risentimento per non essere stati invitati, nonostante non l’avessero mai visitata in vita.
Anche motivazioni economiche incidono fortemente. Kim Hye-ryeon, 37 anni, freelance e figlia unica, ha perso il padre dopo una lunga malattia. Un funerale tradizionale di tre giorni le sarebbe potuto costare fino a 20 milioni di won (oltre 11.600 euro ndr), mentre le offerte ricevute sarebbero state minime. Optando per un funerale senza ricevimento, ha speso circa 2 milioni di won (1160 euro ndr), includendo comunque i riti essenziali come la sepoltura e la cremazione.
Secondo gli operatori del settore, un funerale tradizionale prevede in media 150 partecipanti, mentre quelli senza ricevimento costano un decimo e durano un solo giorno. Le resistenze culturali stanno diminuendo: se un tempo questi funerali erano considerati segno di povertà o mancanza di rispetto, oggi sono sempre più diffusi, soprattutto tra le generazioni più giovani. Tra chi studia la società coreana c’ chi guarda a questa evoluzione come a un cambiamento positivo: meno ritualità esibita, meno spese inutili e più spazio a un lutto autentico e silenzioso.
14/04/2005
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