21/01/2008, 00.00
PALESTINA - ISRAELE
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Gaza nel buio per l’embargo israeliano di carburante

di Joshua Lapide
I palestinesi gridano contro il taglio di rifornimenti dei carburanti; Israele esige che vengano fermati i missili contro le città israeliane. Manifestazioni a lume di candela per le strade di Gaza.

Gaza City (AsiaNews/Agenzie) – Notte di buio completo in molte zone della Striscia di Gaza, dopo che l’unica centrale elettrica ha chiuso ieri per mancanza di carburante. Hamas, al potere in Gaza, punta il dito contro Israele che 3 giorni fa ha bloccato le forniture di petrolio, come replica alla serie di missili che da Gaza colpiscono le città israeliane. Israele accusa invece Hamas di aver organizzato la chiusura della centrale come un “complotto” per attirare le simpatie della comunità internazionale.

Secondo cifre fornite dall’Onu, almeno 800 mila persone su un milione  e mezzo di abitanti della Striscia, rischiano di subire le conseguenze dell’embargo. I luoghi più a rischio sono gli ospedali che attualmente lavorano con generatori d’emergenza. Quattro ore dopo il black-out Hamas ha detto che la mancanza di elettricità ha causato la morte di 5 pazienti. Ma nono vi sono conferme indipendenti della notizia.

Mentre migliaia di palestinesi hanno organizzato ieri notte manifestazioni a lume di candela per criticare l’embargo, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha domandato alla comunità internazionale di fare pressione sullo stato israeliano perché riporti alla normalità le forniture e riapra i passaggi di Gaza.

Shlomo Dror, portavoce del Ministero della Difesa in Israele, ha dichiarato che la centrale di Gaza ha ancora carburante necessario per funzionare. “Se essi la chiudono … è perché vogliono creare l’impressione di una crisi”. Per Dror la situazione a Gaza “non è confortevole, ma non è una crisi umanitaria”.

Christopher Gunness dell’Unrwa (l’organizzazione Onu per i rifugiati palestinesi) ha dichiarato che la chiusura della centrale avrà “un impatto devastante” e che “privare la popolazione di risorse essenziali… è come privarli della loro dignità”.

Zeev Boim, rappresentante del governo d’Israele, ha detto che piuttosto che condannare Israele, l’Onu dovrebbe condannare i militanti palestinesi per la serie di razzi che lanciano in territorio israeliano.

Israele ha posto il blocco di Gaza da 7 mesi -  da quando Hamas ha preso il potere nella Striscia, eliminando i concorrenti di Fatah, legati a Mamoud Abbas –  permettendo solo l’entrata di cibo e scorte umanitarie. Nel tentativo di fermare la pioggia di razzi che da Gaza colpiscono Sderot e altre città israeliane, l’esercito ha anche lanciato raid aerei e terrestri, ma senza risultato. Nei giorni scorsi almeno 200 missili hanno raggiunto Israele facendo decine di feriti. Le operazioni israeliane hanno ucciso 36 militanti, portando ferite e distruzioni fra la popolazione civile.

Arye Meckel, portavoce del ministero israeliano degli esteri, ha fatto notare che la Striscia di Gaza continua a ricevere il 70% dell’elettricità direttamente da Israele e un altro 5% dall’Egitto. L’embargo influisce solo sulle auto e sulla centrale, che produce il 30% dell’energia necessaria  a Gaza. Ma stamane personalità della Sicurezza israeliana hanno dichiarato che il black-out sembra avere conseguenze più pesanti di quanto previsto.

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