15/11/2006, 00.00
Turchia – Vaticano
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Giornale nazionalista turco accusa Bartolomeo I e Benedetto XVI

Contro il patriarca si usa fra l'altro l'argomento che riprese televisive e la sala stampa di Istanbul dipendono da lui, mentre sono le autorità turche a non aver voluto gestire l'organizzazione.

Ankara (AsiaNews) – Una foto che mostra Benedetto XVI a fianco di Bartolomeo I viene diffusa su internet con la didascalia che dice: "l'alleanza dei due leader cristiani per aggredire l'Islam". È il capitolo più recente della resistenza del mondo nazionalista religioso turco verso la visita del pontefice in Turchia dal 28 novembre al 1° dicembre. Ad alimentare la polemica si è messo anche il quotidiano Tercuman, di chiara impronta nazionalista, che pubblica la foto in prima pagina e titola a caratteri cubitali: "Ecco quanto osa il signor Patriarca" e nell'occhiello: "Ha assalito il potere della Turchia, permettendo che l'hotel Hilton diventi una chiesa per i giornalisti che seguiranno il papa".

Nell'articolo si denigra e scredita il Patriarca ecumenico ortodosso, accusandolo di "sete di potere", ricordando che "per la seconda volta" osa scavalcare lo Stato turco dettando lui legge sull'invito al papa e sul tour della visita.

Due anni fa Bartolomeo I invitò personalmente il papa in Turchia per la festa di sant'Andrea (30 novembre). Lo Stato turco non unì il suo (necessario) invito a quello del patriarca, avanzandolo solo quest'anno.

Il giornale accusa il Patriarca di voler creare "uno Stato nello Stato". L'accusa più grande che Tercuman rivolge a Bartolomeo I è quella di aver dato la privativa delle riprese della visita del Papa in mondovisione al patriarcato (e quindi a canali greci). Inoltre, secondo loro, tutte le linee telefoniche e Internet dipenderanno dal Patriarcato, anziché dallo Stato turco. In questo modo la BYEGM (Direzione nazionale per l'informazione stampa e Radiotelevisiva turca) viene messa fuori gioco e non avrà alcun diritto di parola, né di scelta. Anzi, l'autore dell'articolo precisa che forse gli stessi massmedia turchi dovranno essere accreditati dal patriarcato e dovranno usare i servizi messi a loro disposizione dalla sala stampa del patriarca, organizzata per l'occasione nell'hotel Hilton a Istanbul. Per molti turchi questo è un tremendo esproprio di potere, anche se per il patriarca ecumenico grecoortodosso è solo un diritto di libertà.

A quanto - informalmente - si dice invece a Roma, è stata la televisione turca a decidere di non trasmettere in diretta tutti gli eventi della visita papale, lasciando così campo libero alle altre televisioni. Lo stesso principio vale per il mancato allestimento di sale stampa, non organizzate dalle autorità turche. Così, ad Ankara e ad Efeso, prime due tappe della visita, non ne è prevista alcuna, ad Istanbul ci sarà, ma solo per iniziativa del patriarcato.

Dopo le polemiche e le false interpretazioni del discorso di Benedetto XVI a Regensburg, sembrava che le acque si fossero calmate. Molti giornali moderati tendono anzi a tranquillizzare la popolazione spiegando che la sicurezza verso la persona del papa, sarà garantita dalla mobilitazione della polizia e delle forze dell'ordine.

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