11/08/2005, 00.00
LIBANO - GMG
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Gmg 2005: giovani messicani libanesi a Colonia e alla scoperta delle loro radici

Prima del grande raduno in Germania, i giovani sono stati invitati a visitare la loro terra d'origine , per riscoprirne il messaggio di convivenza islamo-cristiana.

Beirut (AsiaNews) – Circa 6 mila giovani libanesi sono in partenza per la Giornata mondiale della gioventù a  Colonia. Fra essi vi sono 27 giovani messicani di origine libanese-maronita. La loro partecipazione nel grande raduno in Germania è stato però inserito in un programma più vasto dal titolo "Ritorno alle radici", che prevede momenti di preghiera, silenzio, attività e incontro con la cultura libanese. Tutto il programma e lo stesso pellegrinaggio a Colonia è svolto in compagnia di diversi vescovi maroniti: mons. Bechara Rahi, vescovo di Byblos; mons. Mansour Hobeika di Zahle; mons. Paul Matar, arcivescovo di Beirut; mons. George Iskandar, Presidente della commissione episcopale dei laici; mons. Georges Kowaiter, arcivescovo greco-melchita di Saida e Deir El Kamar e diversi responsabili delle comunità cristiane del Libano.

Il programma di "Ritorno alle radici" è un tentativo di far crescere negli emigrati e nelle giovani generazioni cattoliche il senso di appartenenza alla tradizione libanese e maronita.

Antonio Andari, direttore dell'ufficio per le relazioni pubbliche della Lega Maronita, sottolinea: "è la quarta volta che i maroniti si preoccupano di accogliere giovani americani di origine libanese e di far trascorrere loro un periodo di vacanza in Libano, prima di partecipare alla Gmg…È già successo in occasione dei raduni di Manila, Roma, Parigi e Colonia".

Andari ricorda che "la buona riuscita di questa iniziativa è dovuta anche alla cooperazione fra il Patriarca maronita Nassrallah Sfeir e il presidente della Lega Maronita, Michel Eddé, che considera [il legame con] la diaspora del popolo libanese una priorità. Per preparare il programma, la Lega maronita ha avviato i contatti "a partire dal periodo natalizio, inviando messaggi ai vescovi maroniti dell'America Latina". Mons. Georges Abi Younes, vescovo maronita del Messico, ha invitato i giovani messicani a trascorrere del tempo nel loro paese d'origine prima di recarsi a Colonia.

I libanesi messicani hanno mantenuto una memoria orale del loro paese d'origine. Essi raccontano alle nuove generazioni la storia degli antenati fuggiti dal Libano agli inizi del secolo scorso salendo a bordo di un battello diretti verso l'America.

Jacqueline Kassis, 20 anni, afferma che "i messicani di origine libanese hanno lasciato la loro terra agli inizi del XX secolo senza nessuna garanzia circa il loro futuro, mentre oggi hanno saputo occupare dei posti chiave nella vita politica e nell'industria messicana". Maria Semaan, 17enne, ricorda ricorda che i giovani sono riusciti a "preservare i costumi e le tradizioni degli avi" e sottolinea che andrà a Colonia "per incontrare Papa Benedetto XVI e gli altri giovani pellegrini con il desiderio di vedere un mondo più giusto e tollerante".

Joseph Geha, anch'egli fra i partecipanti al raduno di Colonia, dice che questa è "la prima volta che partecipa alla Gmg". E sottolinea il proprio desiderio di portare ai giovani di tutto il mondo "i valori religiosi, culturali e spirituali del Libano", della convivenza e del dialogo fra cristiani e musulmani: quello che papa Giovanni Paolo II definiva "il messaggio del Libano" al mondo.

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