12/08/2005, 00.00
CAMBOGIA - GMG
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Verso Colonia giovani cambogiani pregano per gli italiani: "Hanno dimenticato la fede"

Roma, prima tappa del pellegrinaggio di 10 ragazzi cattolici provenienti dalla Cambogia; arriveranno a Colonia il 16 agosto con la speranza di "sentirsi finalmente parte della Chiesa universale".

Roma (AsiaNews) – Sentirsi parte della Chiesa universale in uno scambio di fede e culture con giovani di tutto il mondo testimoniando Cristo e pregando per chi, come i ragazzi italiani, la sua fede sembra averla dimenticata. Con queste aspettative 10 ragazzi cambogiani sono in viaggio per Colonia in un pellegrinaggio che passa da Roma, Assisi e Milano.

I giovani sono accompagnati da una suora cambogiana e da un prete che studia in Francia. AsiaNews li ha incontrati nello loro sosta a Roma e ne ha intervistati 2 con esperienze e esigenze diverse, ma entrambi con il desiderio di toccare con mano l'idea di "appartenere a una grande famiglia", anche se nel proprio paese si è solo una "piccola e indifesa minoranza".

Sokha ha 23 anni e viene da una famiglia buddista. Studia all'Università di Phnom Penh e vive in un ostello gestito dalla Chiesa; proprio qui, partecipando alle attività di volontariato è iniziata la sua "graduale conversione" al cristianesimo. L'anno scorso ha ricevuto il battesimo. "Vengo da una numerosa famiglia buddista, ma da quando ho iniziato a lavorare con le suore di Madre Teresa, attività proposta dall'ostello, la mia vita è cambiata". Quello che più ha stupito la ragazza è stato l'amore gratuito offerto ai più poveri dei poveri e l'idea che la povertà non è una colpa, anzi. "Il buddismo – spiega la giovane - pensa che la tua condizione presente è conseguenza della vita che hai condotto in passato; i peccati li porti con te tutta la vita e quella successiva ancora magari incarnandoti in un povero appunto; non esiste idea di perdono, né il concetto di persona, esiste solo l'individuo".

Ora il desiderio più grande per Sokha è quello di "scambiare con i giovani a Colonia la nostra fede e le nostre culture". "Quando mi hanno invitato alla Gmg – aggiunge - mi aspettavo di incontrare Giovanni Paolo II: ora mi dispiace che lui non ci sia, ma sono contenta lo stesso e non trovo altre parole per definire il mio stato d'animo".

Naah, ha quasi 26 anni e la sua famiglia è cattolica; 4 anni fa è entrato in seminario a Phnom Penh, e tra 2 anni inizierà a studiare filosofia. "Sono davvero contento, per me andare a Colonia è come rispondere alla chiamata del Signore. Alla Gmg arriverò con occhi e mente aperte a riceverlo".

Anche gli amici di Naah e Sokha che non sono potuti partire hanno riferito ai 2 ragazzi che erano già felici per il solo fatto che giovani cambogiani "si univano" al mondo cattolico .

Sokha racconta che i suoi amici "stanno pregando perché il viaggio vada bene". A Naah, invece,  hanno chiesto "di vedere anche per loro le cose belle che ci aspettavano in Italia e poi il papa a Colonia". 

"A San Pietro – racconta il seminarista – ho pregato molto per l'unità della Chiesa in Cambogia e per i giovani italiani; sono preoccupato delle notizie che riceviamo sui giovani di qui, che presi dal benessere delle loro società hanno dimenticato la loro fede per la ricerca di una felicità effimera".

Per questo i giovani cambogiani a Colonia vorrebbero "parlare del proprio paese, delle cose belle ma anche della povertà e soprattutto comunicare il grande bisogno che sentiamo di testimoniare Cristo senza timori".

In un paese dove il buddismo è religione di stato diventa difficile trovare i giusti mezzi per  comunicare il Vangelo senza offendere la comunità di maggioranza. Naah è convinta che "non servono parole, ma è sufficiente l'amore che si mette dentro le proprie azioni". Sokha, invece, sceglie di raccontare le sue attività di volontariato con la Chiesa, le suore di Madre Teresa e di altre realtà in cui i cattolici aiutano i poveri dei poveri.

P. Legnani, missionario del Pontificio istituto missioni estere in Cambogia e organizzatore del viaggio a Colonia, conferma il grande entusiasmo dei suoi giovani fedeli. "Quella cambogiana è una chiesa giovane, rinata negli anni '90 dopo una feroce repressione; questi ragazzi sono la sua speranza e linfa vitale".

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