04/10/2004, 00.00
IRAQ
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Gruppo di miliziani rivendica l'uccisione di due ostaggi

Le vittime sono un uomo d'affari italo-irakeno e un turco. Liberate due donne indonesiane tenute in ostaggio.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Un gruppo di miliziani ha rivendicato l'uccisione di due ostaggi, un turco e un irakeno, che ha vissuto a lungo in Italia per motivi di lavoro. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio da Al-Jazeera, ma la veridicità della rivendicazione non è stata ancora verificata.

L'emittente araba afferma di aver ricevuto un video da un gruppo che si definisce "Le Brigate Salafite di Abu Bakr Al-Sidiq"; nel filmato i miliziani accusano i due ostaggi di essere spie al servizio degli invasori. Un frammento mandato in onda dal network mostra 4 miliziani armati vestiti di nero; inginocchiati davanti a loro i due ostaggi. Secondo Al-Jazeera il prigioniero irakeno è Anwar Wali, mentre è ancora sconosciuta l'identità dell'ostaggio turco. Alcune agenzie riportano che si tratterebbe di Yalmaz Dabia. Prima di essere uccisi i due prigionieri hanno "confessato" i loro crimini: sarebbero spie mandate in Iraq al servizio di Israele e della Turchia.

Emad, fratello di Wali, ha dichiarato che il Ministero italiano degli esteri aveva informato la famiglia sull'uccisione, senza aggiungere dettagli circa il momento in cui è stata eseguita la sentenza di condanna a morte o in che modo le autorità italiane hanno avuto la conferma dell'omicidio.

L'irakeno, il cui nome completo è Ajad Anwar Wali, è stato sequestrato alla fine di agosto mentre si trovava all'interno del suo ufficio a Baghdad. Dal 1980 egli viveva nel nord Italia, a Castelfranco veneto, sposato con una donna italiana. Secondo il fratello, Wali aveva richiesto la cittadinanza italiana ed era in attesa di riposta dalle autorità. L'uomo d'affari lavorava per una ditta di mobili; la scorsa settimana un'associazione italiana di commercianti di mobili di legno aveva rivolto un appello al governo italiano perché si adoperasse per la liberazione dell'ostaggio.

L'appello era avvenuto il 28 settembre, quasi in contemporanea  con la liberazione delle due volontarie italiane rapite a Baghdad.

Intanto un gruppo di miliziani ha liberato due donne indonesiane tenute in ostaggio da giorni. Le donne lavoravano a Baghdad come domestiche.  Sono state consegnate ai rappresentanti dell'ambasciata degli Emirati Arabi Uniti nella capitale.

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