10/11/2006, 00.00
Cina
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Guangdong, cani e lacrimogeni per "liberare gli ostaggi" dei contadini derubati della terra

Centinaia di agenti della pubblica sicurezza hanno disperso i circa 3mila contadini che da 18 ore tenevano chiusi in un granaio funzionari comunisti ed investitori stranieri per protesta contro il furto delle loro terre e dei risarcimenti governativi.

Guangzhou (AsiaNews) – Centinaia di poliziotti in tenuta anti-sommossa hanno disperso nel corso della notte i circa 3mila contadini del Guangdong che tenevano in ostaggio da 18 ore un gruppo di funzionari comunisti e di investitori stranieri per protestare contro la requisizione forzata delle loro terre. Lo riporta Radio Free Asia.

Gli agenti hanno usato lacrimogeni, manganelli e cani per attirare i manifestanti verso un cordone di sicurezza lungo 2 chilometri, che ha permesso di identificare tutti i presenti, ma non hanno effettuato alcun arresto.

Secondo un manifestante, "i poliziotti ci hanno sguinzagliato contro circa 15 pastori tedeschi, che hanno attaccato anche gli anziani seduti per terra. Non ci trattano come esseri umani".

L'assedio è iniziato la sera dell'8 ottobre scorso: i contadini, tutti abitanti del villaggio Sanzhou, si sono riuniti per attaccare un enorme granaio costruito sui loro terreni, requisiti con la forza dal governo, e per protestare contro la corruzione dei funzionari locali che hanno fatto sparire nel nulla il risarcimento previsto per gli abitanti dal governo centrale.

All'interno dell'edificio si trovavano circa 300 fra funzionari centrali, locali ed investitori stranieri provenienti da Thailandia, Germania, Gran Bretagna ed Hong Kong. Secondo alcuni analisti, proprio la presenza degli stranieri ha impedito il verificarsi di scontri violenti, che sempre più spesso concludono le manifestazioni di protesta nel Paese.

La disputa sui terreni di Sanzhou nasce nel 1992, quando il governo si appropria della terra degli abitanti e la rivende ad alcuni investitori privati. Per questo, ricompensa i contadini con 6mila yuan (circa 600 euro) a testa. Nel 2005, una petizione firmata da oltre 10mila di loro chiede al governo di rendere pubblici i dati della vendita degli oltre 9mila mu (1.482 acri) di terra venduti.

Secondo i dati, la terra è stata comprata dagli stranieri a 130mila yuan per mu, ma il governo ha dato ai contadini solo il 30 % della cifra. Gli abitanti si ribellano ed accusano di corruzione i funzionari locali, ma la loro petizione non viene raccolta da nessuno e per questo i manifestanti attaccano il granaio.

Uno di loro dice: "La nostra nazione è abbastanza ricca da poter aiutare l'Africa, eppure molti suoi abitanti sono poveri quanto se non più degli africani. Al governo interessa solo la crescita economica, non importa se il popolo soffre".

Un altro aggiunge: "Il Partito comunista dovrebbe aiutare e servire il popolo, non essere connivente con i funzionari corrotti che usano il loro potere per commettere abusi contro i contadini".

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