19/04/2016, 13.21
CINA
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Henan, donna muore sepolta viva sotto la chiesa demolita dal governo

Ding Cuimei, sposata con il pastore non ufficiale Li Jiangong, ha cercato di impedire con il suo corpo l’avvicinarsi dei bulldozer. Uno degli agenti del governo incita gli operai: “Seppelliteli per me, mi assumo io la responsabilità”. Il marito riesce a scavarsi una via di fuga, Ding muore nel tentativo. La polizia locale arresta due membri della squadra di demolizione ma non rivela nessun dettaglio.

Zhumadian (AsiaNews) – La moglie di un pastore protestante non ufficiale è morta sepolta viva cercando di difendere la sua chiesa dalla demolizione. Il marito è riuscito a sopravvivere, ma ora è in pessime condizioni. La polizia ha aperto un’inchiesta e arrestato due membri della squadra di demolizione, ma gli agenti non hanno rivelato alcun dettaglio sul caso.

Secondo China Aid – Ong che monitora la situazione dei cristiani in Cina – l’omicidio è avvenuto lo scorso 14 aprile. Il pastore Li Jiangong e la moglie Ding Cuimei hanno visto arrivare le ruspe e i bulldozer, mandati lì dal governo con lo scopo di demolire la chiesa Beitou di Zhumadian, nella provincia dell’Henan. Un investitore locale aveva fatto un’offerta alle autorità per il terreno, ma lo voleva sgombro. I due si sono posizionati davanti ai macchinari pesanti per impedire loro di proseguire.

Uno dei membri della squadra di demolizione avrebbe incitato gli operai: “Seppelliteli vivi per me, non vi preoccupate. Mi assumo io tutta la responsabilità per le loro vite”. Un bulldozer ha quindi spinto i due in una buca già scavata, che poi ha riempito con il terriccio. Piangendo e chiedendo aiuto, Li è riuscito a scavarsi una via di fuga. Ding è morta soffocata prima che il marito potesse soccorrerla.

I cristiani della zona denunciano la lentezza dei soccorsi e l’atteggiamento della polizia, che sembra non intenzionata a rivelare dettagli sul caso. Lo stesso pastore Li è sotto pressione dalle autorità, che temono “pubblicità negativa” dopo l’omicidio della moglie.

Da quando è stata lanciata la campagna “Tre rettifiche e una demolizione”, nella sola provincia meridionale del Zhejiang sono state distrutte almeno 1.700 croci e demolite decine di chiese in altre province, fra cui Hebei, Hubei e Henan. La campagna contro le croci e gli edifici cristiani è divenuta operativa all'inizio dell'anno 2013, quando Xia Baolong, segretario del Partito del Zhejiang ha notato che guardando lo skyline di Wenzhou, una delle metropoli della provincia, si vedono "troppe croci".  I fedeli sospettano che il vero motivo sia quello di ridurre l'impatto e l'influenza  delle comunità cristiane, ufficiali e sotterranee, nella società cinese, che assiste a un incremento vertiginoso di conversioni.

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