25/09/2023, 14.26
HONG KONG - CINA
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Hong Kong: condannato anche il presidente dell’Associazione giornalisti

Il verdetto del tribunale contro Ronson Chan prevede cinque giorni di carcere per ostruzione a pubblico ufficiale e disturbo della quiete pubblica. I fatti risalgono al settembre dello scorso anno e per il giudice non era sufficiente una multa. Per attivisti e critici un ulteriore attacco alla libertà di stampa e un tentativo di intimidazione. 

Hong Kong (AsiaNews) - Un tribunale di Hong Kong ha condannato Ronson Chan, presidente della Hong Kong Journalists Association (Hkja), la principale associazione cittadina di categoria. In base al verdetto emesso oggi il reporter di lungo corso dovrà scontare cinque giorni di carcere per ostruzione a pubblico ufficiale e disturbo della quiete pubblica; il fermo risale ai primi di settembre dello scorso anno, mentre copriva una controversa riunione di proprietari immobiliari per la piattaforma di notizie sul web Channel C.

Attivisti e voci critiche definiscono la condanna come un ulteriore colpo alla libertà dei media e un segno ulteriore di repressione e di tentativo di silenziare i media e colpire il dissenso. Peraltro, lo stesso Chan in passato aveva denunciato gli arresti di colleghi giornalisti e l’uso esteso della famigerata Legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino e che ha decretato, nei fatti, la fine della libertà d’informazione nell’ex colonia britannica. Un crollo confermato dai numeri, visto che lo scorso anno Hong Kong era crollata dall’80° al 148° posto nell’indice sulla libertà di stampa di Reporter senza frontiere (Rsf).

Ronson Chan, presidente Hkja, era stato trattenuto e ammanettato da due agenti in borghese durante la copertura di un servizio, per non aver voluto consegnare la carta di identità personale. In fase di dibattimento in aula egli si è dichiarato non colpevole e di aver chiesto alla polizia il mandato di perquisizione prima di consegnare il documento, che ogni cittadino è tenuto a portare con sé. 

Il magistrato Leung Ka-kie ha riconosciuto la validità dei capi di imputazione a suo carico, precisando che una semplice multa in sostituzione del carcere non avrebbe rispecchiato la gravità del reato commesso. Leung ha anche rifiutato di prendere in considerazione i servizi sociali, affermando che Chan non ha mostrato alcun rimorso. Il giudice ha al contempo concesso a Chan la libertà dietro pagamento di cauzione di 3800 dollari Usa, mentre i suoi legali hanno già annunciato l’intenzione di presentare ricorso. 

Il tribunale non ha ancora fissato una data per l’appello. Intanto il giornalista non può lasciare Hong Kong e ha dovuto consegnare i suoi documenti di viaggio. Rivolgendosi ai colleghi a conclusione dell’udienza, egli ha detto di non essere sorpreso dal verdetto, ma si è anche augurato che i giornalisti possano “restare fermi” nel loro compito di finire notizie veritiere alla città e al mondo. 

L’Associazione dei giornalisti di Hong Kong è uno degli ultimi grandi gruppi professionali e di categoria in difesa dei diritti fondamentali e della libertà di stampa, dopo la promulgazione nel giugno 2020 della draconiana norma voluta da Pechino. Alcuni governi occidentali hanno criticato la legge in quanto repressiva, viste le libertà concesse a Hong Kong dopo che la Gran Bretagna l’aveva restituita al dominio cinese nel 1997. La leadership cinese e i funzionari di Hong Kong rispondono affermando che la legge è necessaria per portare stabilità dopo che la città è stata scossa da mesi di manifestazioni pro-democrazia nel 2019.

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