08/07/2004, 00.00
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Hun Sen pronto ad inviare truppe contro i rifugiati Montagnard

Phnom Penh (AsiaNews/SCMP) – Il primo ministro cambogiano Hun Sen è deciso ad inviare militari nelle foreste del nord-est per stanare più di 200 Montagnard, minoranza cristiana del Vietnam centrale, fuggiti dal loro paese dopo che la polizia, ad aprile, ne aveva represso le proteste per ottenere terra e libertà religiosa.

Da mesi, i rifugiati vivono di espedienti nella giungla cambogiana con il rischio di contrarre la malaria, nutrendosi di tuberi e bevendo acqua piovana. Fonti di The Cambodia Daily nelle tribù locali hanno detto che più di 250 Montagnard potrebbero nascondersi lungo il confine e molti sono gravemente malati.

Nonostante gruppi di Montagnard sono stati fotografati e intervistati da inviati del The Cambodia Daily, il governo Hu Sen continua a negarne la presenza. Martedì scorso, il primo ministro ha dichiarato che le notizie sui Montagnard nascosti nella giungla sono false, ma ha aggiunto che gruppi della minoranza etnica arrivati in Cambogia, possono rappresentare un pericoloso movimento separatista. "Dobbiamo valutare se sono immigrati illegali o se vogliono formare, nascondendo i loro insediamenti, una zona autonoma. Se così fosse, useremo anche la forza per impedirlo", ha detto.

Il primo ministro, ha inoltre fatto sapere che il suo governo permetterà all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) di aprire un ufficio nel nord-est del paese, purché quest'area non venga usata come un campo profughi, mentre ha negato la possibilità di aprirne uno a Phnom Penh per dare asilo ai rifugiati.

La settimana scorsa, invece, il Re Norodom Sihanouk, in esilio volontario a Pyongyang, ha lanciato un appello perché i rifugiati ricevano assistenza umanitaria. Funzionari di corte hanno visitato la vasta zona di confine, nel fine settimana, ma dopo quattro ore di sopralluoghi, hanno detto di non aver trovato nessuno a cui distribuire il riso e i medicinali ordinati dal Re. "Gli abitanti dei villaggi ci temono e non parlano. Abbiamo bisogno di informatori che ci indichino dove sono nascosti i Montagnard, ma per ora è difficile trovarne", ha detto Um Em, sottosegretario di Stato a palazzo, e membro della spedizione.

Le organizzazioni umanitarie e a difesa dei diritti umani, intanto, si mobilitano. Unica voce fuori dal coro, la Croce Rossa cambogiana; guidata da Bun Rany, moglie di Hun Sen, considera gli aiuti ai profughi fuori dalle proprie competenze, limitate al soccorso delle vittime dei disastri naturali.

Attivisti per i diritti umani, locali e internazionali, invece, si sono scagliati contro il governo cambogiano, avvertendo che se non verranno soccorsi in tempi brevi, i Montagnard nella giungla potrebbero morire di fame. Human Rights Watch (HRW), alla fine di maggio, ha chiesto di aprire un'indagine sulle vicende di aprile in Vietnam e ha fatto pressione sul governo Hun Sen affinché sottoscrivesse la Convenzione di Ginevra del 1951, riguardo alle condizioni dei rifugiati, e permettesse all'Acnur di operare nel nord-est.

"Attraversare il confine non è una soluzione per i Montagnard", ha detto HRW da New York. "Il Vietnam e la Cambogia hanno entrambi intensificato i controlli lungo il confine e quest'ultima continua a rimandare indietro con la forza ogni Montagnard che chiede asilo".

La posizione del Vietnam, infatti, non è diversa. Il governo ha negato l'esistenza dei rifugiati Montagnard  e già ai tempi delle proteste, aveva impedito l'entrata nella zona centrale degli altopiani, ad agenzie stampa e reporter.

Nel 2001, in seguito alla repressione del governo vietnamita, gli Stati Uniti hanno garantito asilo e lo status di rifugiati politici a tutti i  Montagnard fuggiti in Cambogia.

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