01/04/2008, 00.00
TURCHIA
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I due schiaffi alla Turchia: Smirne e il partito di Erdogan

di Mavi Zambak
Incertezza sul futuro di Smirne, bocciata come sede dell’Expo 2015, dopo essersi preparata per anni con progetti per il nuovo aeroporto, linee ferroviarie superveloci e nuove autostrade. Difficoltà per l’Akp accusato di islamizzare il Paese e di violare la Costituzione laica. La marcia verso l’Europa rischia di rallentare.

Ankara (AsiaNews) – Il Paese si è risvegliato oggi in un profondo stato di incertezza per i due schiaffi subiti ieri, uno economico e uno politico: la bocciatura di Smirne (Izmir) a sede dell’Expo 2015 e il via al procedimento giudiziario per l’incostituzionalità dell’Akp, il partito al potere.

Quello economico è giunto da Parigi. Fino all’ultimo Smirne, la “Perla dell’Egeo”, terza città della Turchia, ha sperato nell’opportunità di ospitare l’Expo del 2015. E invece ha vinto Milano.

Dopo un’attesa di anni e una grande preparazione con cantieri già avviati per migliorare la viabilità, la capienza recettiva di turisti, personale e stands, tutto in pochi minuti è sfumato soffocando questa possibile boccata d’ossigeno. Smirne, sicura di vincere ha visto svanire davanti a sé i 20 miliardi di dollari destinati a sovvenzionare la costruzione di nuove infrastrutture e i previsti 40 milioni di visitatori alla fiera che avrebbero sicuramente rimpolpato le casse dello Stato. Rimasta a bocca asciutta cosa ne farà di tutte le promesse date ai cittadini sulla costruzione di un nuovo aeroporto, nuove linee ferroviarie ad alta velocità, potenziamento delle autostrade, lavori così necessari per lo sviluppo dell’intera nazione?

L’altro schiaffo è quello politico e viene dalla Corte Costituzionale turca, che ha confermato l’accusa pronunciata dalla Corte d’Appello nei confronti del partito al governo Akp, di star islamizzando la Repubblica violando i principi di laicità istituiti da Ataturk.

L’Akp ha ora 3 alternative. Essendo al Governo con la maggioranza parlamentare, può cercare di cambiare gli articoli della Costituzione con l’appoggio del Mhp (partito di destra nazionalista)  e così puntare sull’immunità parlamentare e sull’abolizione del concetto di laicità. Ma pare che il partito dei Lupi Grigi non sia disposto a ciò. Esso punta piuttosto alla formula per cui resti salva una parte del partito, ma vengano giudicati i singoli politici (anche se si tratta del Presidente della Repubblica e del Primo ministro, come in questo caso) accusati di essere contrari alla Costituzione.

Seconda alternativa è quella di proporre un referendum popolare perché sia la nazione intera a votare se il partito di Erdogan (che nelle ultime elezioni ha conquistato il 47% dei voti) debba essere chiuso o no.

Ultima alternativa è che il partito si presenti al processo e si difenda dall’accusa e dimostri di essere un partito laico e democratico. Non è ancora evidente quale strada il Primo Ministro e il suo partito sceglieranno, mentre giornali e televisioni si scatenano in dibattiti, supposizioni e ipotesi sul futuro politico e democratico della nazione intera.

Per entrambi i problemi, Smirne e l’Akp, a tutti pare fin troppo chiaro che a pagarne le conseguenze sarà ancora una volta il progresso di questa Turchia che vuole entrare in Europa.

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