I leader religiosi di Colombo dopo il ciclone: 'Uniti per ricostruire il Paese'
Dal cardinale Ranjith e dai leade buddhisti del Paese in occasione del nuovo anno l'invito a superare le divisioni etniche e politiche per sanare le ferite lasciate dietro di sé dal ciclone Ditwah. Sono ancora più di 270mila le persone sfollate a causa della calamità naturale che ha provocato 643 morti e 183 dispersi.
Colombo (AsiaNews) - Lavorare insieme, mettendo da parte le differenze etniche, per ricostruire il Paese. È l’impegno che le massime autorità religiose dello Sri Lanka hanno rivolto all’inizio del nuovo anno che giunge in contesto ancora profondamente segnato dalle morti e dalla distruzione seminate appena qualche settimana fa dal ciclone Ditwah.
L’arcivescovo di Colombo, cardinale Malcolm Ranjith, ha diffuso un messaggio video di Capodanno, sottolineando che tutti dovrebbero unirsi per ricostruire il Paese, liberi dalle divisioni e perdonandosi a vicenda. “Nella situazione del terribile disastro che abbiamo vissuto a novembre con il ciclone - ha detto - e considerando le condizioni in cui si trovano tuttora tante persone, vi esorto a unirvi gli uni agli altri, dimenticando ogni tipo di divisione che si è creata tra noi sul piano sociale, politico e in altri ambiti. Uniamoci e ricostruiamo questo Paese con un nuovo spirito, affinché nel 2026 tutti noi possiamo compiere passi verso il progresso del nostro popolo”.
Allo stesso modo, il capo prelato del capitolo di Asgiriya della Siam Nikaya, il Venerabile Warakagoda Sri Gnanarathana Thero, nel suo messaggio di Capodanno, ha evidenziato l’enorme compito che attende il Paese. “Tutti dovrebbero lavorare insieme, mettendo da parte le differenze etniche, per ricostruire il Paese - ha dichiarato -. Prego sinceramente affinché il nuovo anno sia fortunato e prospero. È importante che tutti cooperino in modo equo, con un senso di appartenenza alla nostra nazione, e lavorino insieme senza dispute né divisioni”.
Traendo ispirazione da come altri Paesi si sono ricostruiti dopo disastri naturali, anche l’Anu Nayake del capitolo di Malwatte della Siam Nikaya, il Venerabile Dimbulkumbure Sri Saranankara Wimaladhamma Thero, ha dichiarato che il popolo dello Sri Lanka dovrebbe unirsi per ricostruire la nazione.
Al 24 dicembre risultano essere circa 1,79 milioni le persone colpite dal ciclone, con 643 morti confermati e 183 ancora dispersi. Sono 1,2 milioni le persone che necessitano di assistenza umanitaria. Inoltre, 110.518 abitazioni in tutto il Paese hanno subito danni parziali e 6.288 sono state distrutte. Le persone sfollate sono tuttora 272.536.





