28/06/2026, 10.06
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Il Vietnam in festa per il suo primo beato del Novecento

Il 2 luglio al santuario di Tac Say sono attesi oltre 70mila fedeli per la beatificazione di p. Truong Buu Diep, ucciso nel 1946 da milizie arruolate con i Viet Minh per non aver voluto abbandonare la sua comunità. A presiedere il rito è atteso il card. Tagle come inviato speciale di papa Leone. 

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – La Chiesa del Vietnam si appresta a vivere questa settimana una giornata molto importante per la sua storia: giovedì 2 luglio 2026, presso il santuario di Tac Say, nella diocesi di Can Tho nel delta del Mekong, è in programma il rito della beatificazione di p. François-Xavier Truong Buu Diep (1897-1946). In una Chiesa profondamente segnata dalla testimonianza dei suoi martiri p. Diep sarà il primo tra i tanti sacerdoti vietnamiti che nel Novecento hanno pagato con il dono della loro stessa vita la fedeltà al Vangelo a essere proclamato beato. A presiedere la cerimonia sarà il card. Luis Antonio Tagle, pro-prefetto del dicastero per l’Evangelizzazione, in qualità di inviato speciale di Leone XIV, il cui viaggio in Vietnam rappresenta un avvenimento molto significativo anche per le relazioni tra Hanoi e la Santa Sede.

Alla cerimonia sono attesi più di 70mila fedeli: per questo davanti al santuario di Tac Say è stata allestita un'area di circa cinque ettari, dotata di tendoni, maxi-schermi, impianti audio, servizi sanitari e punti di assistenza medica. In occasione della beatificazione sono stati inaugurati un nuovo ritratto e una statua del futuro beato. Il santuario ha inoltre inaugurato una biblioteca e una sala commemorativa dedicate alla vita del sacerdote.

Padre François-Xavier Truong Buu Diep nacque il 1º gennaio 1897 nella provincia di An Giang. Ordinato sacerdote nel 1924, svolse il suo ministero nelle campagne del delta del Mekong e contribuì alla fondazione di diverse parrocchie in Vietnam e in Cambogia. È ricordato per l'assistenza ai poveri e per la protezione offerta ai cattolici durante la guerra d'Indocina: nonostante il pericolo e l’invito rivoltogli dai fedeli a mettersi in salvo, rifiutò di abbandonare la propria comunità. “La mia vita e la mia morte sono per il mio gregge. Il pastore deve stare dove c'è il gregge”, disse loro.

Nel marzo 1946, durante un'incursione delle forze comuniste vietnamite, padre Diep si offrì volontariamente di sacrificare la propria vita per salvare quella di circa 70 parrocchiani arrestati insieme a lui a causa della loro fede. Fu torturato e ucciso da alcuni disertori giapponesi che si erano arruolati coi Viet Minh di Ho Chi Minh. Il suo corpo mutilato venne gettato in uno stagno. Il suo martirio è stato ufficialmente riconosciuto da papa Francesco il 25 novembre 2024.

La fama di padre Diep supera i confini della stessa comunità cattolica. L’agenzia UcaNews ha raccolto la testimonianza di Hong Quang Hoi, un muratore buddhista che sarà presente alla beatificazione. Sarà il suo modo per ringraziare il sacerdote di due grazie ricevute dopo un pellegrinaggio al santuario: aver trovato lavoro dopo averlo perso nel 2020 e la sopravvivenza a una grave caduta in un cantiere nel 2021.

Fra quanti nutrivano una speciale venerazione per la figura di p. Diep c’era anche il cardinale vietnamita Jean-Baptiste Pham Minh Man, arcivescovo emerito di Ho Chi Minh City scomparso lo scorso 22 marzo. Il cardinale da bambino aveva avuto modo di conoscerlo personalmente. Qualche anno fa - parlando ad AsiaNews - lo ricordava come “un prete santo, sempre preoccupato per il futuro della Chiesa e pronto a spronare i fedeli, perché si impegnassero a fondo nella religione”. Dovunque andasse, prosegue il cardinale, "egli si impegnava a edificare un luogo di culto e a costruire case per i fedeli. Ha vissuto ed è morto per loro".

 

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