09/05/2005, 00.00
LIBANO
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Il card. Sfeir, in Libano ci sono forze malefiche, ma non ci fermeranno

Beirut (AsiaNews) - In Libano esistono ancora " forze malefiche " che " fanno disinformazione, mettono le bombe e seminano il terrore ", mentre la scena politica è dominata da " menzogna e doppiezza di linguaggio ". E' la denuncia espressa dal cardinale Nasrallah Sfeir, patriarca dei maroniti, secondo il quale, però, " non si riuscirà ad allontanare i libanesi dalla strada verso l'indipendenza ".

Il cardinale, che parlava nel corso della messa celebrata ieri a Bkerke, ha affermato che " la gente ha dato ai politici molto più di quanto abbia ricevuto. In ogni caso, l'ultima parola in una democrazia spetta al popolo, che presto si pronuncerà senza farsi confondere, senza paura e senza soccombere alle tentazioni, specialmente finanziarie ".

Dopo la messa, il cardinale Sfeir ha ricevuto una delegazione degli ex allievi delle scuole cattoliche del Paese, ai quali ha espresso la speranza che l'unità dei libanesi sia reale. " Anche se le barriere esterne sono cadute, restano quelle interne. Bisogna che noi lavoriamo, ognuno a partire dalla sua realtà, per serrare i ranghi al fine di far ritrovare al Libano la sua prosperità, la sua libertà e la sua indipendenza ". " Quando tutte le barriere cadranno ed i libanesi saranno capaci di lavorare insieme senza ingerenze straniere, sarà possibile affrontare tutte le questioni ".

Ad una domanda sulla vicenda del generale Michel Aoun, il Patriarca ha risposto dando " il benvenuto a tutti coloro che tornano ", ma ha rifiutato di commentare quanto accaduto sabato in Parlamento. Quanto al leader delle Forze libanesi Samir Geagea, ancora in prigione, ha dichiarato : " noi abbiamo sempre chiesto la liberazione di Geagea, ma queste richieste non sono state ascoltate. Ci possiamo consolare con il ritorno dall'esilio del generale Aoun. Spero che verrà un giorno nel quale Samir Geagea sarà liberato e la riconciliazione abbia luogo. Il Libano ha bisogno di tutti per riprendere le sue forze ". 

Il cardinale ha infine osservato che " finora gli accordi di Taeff, che invitano alla riconciliazione, non sono stati rispettati ; noi vogliamo la libertà, ma sembra che la parola abbia significati diversi. Noi siamo per la libertà in senso assoluto : ogni persona deve essere responsabile dei suoi atti ".  (JH)

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