24/10/2006, 00.00
INDIA
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India, sistema sanitario in crisi per epidemia di dengue

Da settembre il virus  dengue ha ucciso 125 persone in tutto il Paese. Molti decessi si potevano evitare con trattamenti adeguati e una giusta campagna di prevenzione. Le colpe del governo e la drammatica situazione degli ospedali pubblici.

New Delhi (AsiaNews) – L'epidemia di febbre dengue in corso in India da settembre ha ucciso almeno 125 persone e sollevato pesanti interrogativi sul sistema sanitario pubblico dell'Unione. A fornire il tragico bilancio è il ministero della Sanità. Un comunicato ufficiale diramato dal dicastero il 22 ottobre aggiorna a "7.100 i casi di infezione e 125 le morti registrate" nel Paese. La zona più colpita è quella di "New Delhi e degli Stati limitrofi" con 2.051 casi dell'infezione virale. Le autorità sanitarie riferiscono comunque che i contagi sono in calo.

Il virus dengue viene trasmesso all'uomo attraverso la puntura della zanzara Aedes aegypti, che si riproduce in pozze d'acqua sia all'interno degli edifici, sia all'esterno e si nutre prevalentemente di giorno. La malattia causa febbre, forte spossatezza e nell'ultimo stadio genera emorragie interne. Può essere curata se presa per tempo, ma risulta letale se trascurata.

La crisi del sistema sanitario

Un reportage dal principale ospedale governativo di Delhi, lo AIMS, riportato dal quotidiano South China Morning Post di Hong Kong, denuncia che la maggior parte dei decessi avvenuti in questa struttura (44 solo nello scorso fine settimana) potevano essere evitati se i pazienti avessero ricevuto una rapida diagnosi e gli adeguati trattamenti. La carenza di personale medico e sanitario è la causa principale del disservizio. Il gran numero di pazienti ha costretto di recente l'ospedale a organizzare un campo di tende, dove sistemare i malati in attesa di essere curati. Lo AIMS, al centro del focolaio di dengue, non ha provveduto, inoltre, alla necessaria prevenzione all'interno delle sue stesse mura, ad esempio rimuovendo le pozze di acqua stagnante.

Se nelle grandi città gli ospedali soffrono di sovraffollamento, nelle campagne sono praticamente inesistenti per la mancanza di fondi e di risorse umane. Gli ospedali spesso non hanno letti, macchinari funzionanti, medicinali a disposizione e neppure personale preparato. L'Organizzazione mondiale della Sanità stima che per 10 mila indiani vi sono solo 6 dottori; in Cina, ad esempio, la cifra è di 15, più del doppio. In zone arretrate come lo Stato del Bihar a volte manca acqua, elettricità e solo il 20 per cento degli ospedali ha un telefono.

I fondi stanziati per la Sanità pubblica in India sono tra i più bassi del mondo: circa 4 dollari a persona all'anno, meno dell'1 per cento del Prodotto interno lordo. Negli Stati Uniti la cifra è di 2 mila dollari a persona, quasi il 6 per cento del Pil.

Una tardiva campagna di prevenzione

Solo quando il numero di contagi e decessi da dengue è iniziato a salire, il governo ha dato il via alla sua campagna di prevenzione con avvertimenti e direttive alla popolazione. Ha chiesto ai cittadini di assicurarsi che nelle loro case e intorno non vi fossero acque stagnanti, ai genitori di coprire i figli con vestiti lunghi per evitare di essere punti da zanzare infette e ha intrapreso una massiccia disinfestazione delle zone a rischio. Ma era già troppo tardi.

La popolazione irritata per la disattenzione delle autorità ha presentato una petizione pubblica che  accusa il governo municipale di Delhi di fallimento nella prevenzione dell'epidemia. I primi a dover essere sensibilizzati sul rischio già mesi fa dovevano essere i membri della classe media: con il finire della stagione calda avrebbero dovuto subito pulire i condizionatori d'aria usati per evitare il ristagno dell'acqua utilizzata nel raffreddamento degli ambienti. Lo hanno fatto ora, solo dopo che il ricovero del nipote del premier indiano Singh per sintomi di dengue ha creato scalpore e preoccupazione.

Nel 1996 un'epidemia di dengue sempre nella capitale ha contagiato 10 mila persone, uccidendone 400.

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