18/06/2015, 00.00
VIETNAM - CINA
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Intellettuali e attivisti contro l’Istituto Confucio, usato da Pechino per “assimilare” il Vietnam

di Paul N. Hung

Aperto nel dicembre 2014, esso sarebbe sfruttato dalla Cina per “influenzare la cultura” vietnamita. Uno studioso parla di “soft power” usato per invadere un popolo e una cultura”. L’influenza cinese non è di “beneficio” al Vietnam. A inasprire la controversia la decisione di costruire in una provincia del nord un tempio dedicato a Confucio.

Hanoi (AsiaNews) - Intellettuali e membri della società civile in Vietnam lanciano l’allarme per il tentativo di ingerenza della Cina nella vita e nella cultura del Paese, attuato mediante iniziative e attività promosse dall’Istituto Confucio inaugurato il 27 dicembre dello scorso anno. Come sottolinea il celebre storico Nguyễn Nhã, che ha studiato a lungo la Cina e le sue politiche nei mari del Sud-est asiatico, l’Istituto Confucio “è la via usata da Pechino per influenzare la cultura vietnamita”. Il docente parla di “soft power usato per invadere un popolo e una cultura, passo dopo passo”; la crescita della cultura e dell’influenza cinese “non sono di beneficio al Vietnam”.

Una visione che altri docenti e professori confermano ad AsiaNews, sottolineando che la cooperazione fra Pechino e Hanoi “per portare la visione feudale confuciana in Vietnam, è un gravissimo errore” e “farà perdere la fiducia della gente” nel governo. 

L’Istituto Confucio è una istituzione creata dall’ufficio del ministero cinese dell’Istruzione per la diffusione della lingua e della cultura cinese. Secondo le intenzioni programmatiche, esso dovrebbe essere un punto di incontro fra Oriente e Occidente e fungere da piattaforma di scambi culturali. Il primo di questi “uffici” è stato aperto a Seoul, in Corea del Sud, il 21 novembre 2004. A oggi vi sono almeno 480 sedi in tutto il mondo; l’obiettivo dei leader cinesi è raggiungere quota 1000 entro il 202, anche se lo scorso anno alcune nazioni hanno deciso di chiudere gli uffici. 

In Vietnam la sede locale è all’interno dell’università delle Scienze sociali e umane ad Hanoi ed è aperto dal dicembre scorso. All’inaugurazione era presente anche il leader cinese Yu Zhengsheng, numero quattro del partito comunista di Pechino. 

In realtà, secondo i critici l’Istituto Confucio funge da organo avanzato di propaganda del Partito comunista cinese, il quale cerca di “modificare” l’immagine di Pechino agli occhi del mondo. Da più parti sono emerse accuse di edulcorare la visione del regime nei diversi Paesi in cui è presente, ponendo al contempo il veto - più o meno palese - su iniziative culturali sgradite ai vertici comunisti di Pechino, anche se organizzate al di fuori della Cina. 

All’inaugurazione della sede vietnamita dell’istituto, il rettore dell’università di Hanoi ha detto che esso “contribuirà in modo positivo a rafforzare e sviluppare le relazioni fra i due Paesi, Vietnam e Cina”. Anche il governo è intervenuto con una nota in cui ha parlato di “ponte fra due nazioni comuniste, amiche fra loro”. Parole che non sono piaciute a intellettuali, storici, attivisti e patrioti che hanno fin da subito denunciato un “interventismo ideologico” da parte del governo cinese. 

A conferma dei timori di intellettuali e patrioti, in questi giorni in Vietnam è esplosa una controversia che riguarda proprio l’Istituto Confucio. In particolare, al centro dello scontro è l’autorizzazione concessa dalle autorità della provincia di Vĩnh Phú, nel nord del Paese, che hanno dato il via libera alla costruzione di un tempio dedicato a Confucio; un edificio dal costo milionario e che prevede l’esproprio di decine di ettari di terreno utilizzati sinora da contadini poveri della zona. 

Venuti a conoscenza del progetto, molti cittadini hanno manifestato contro la costruzione del tempio dedicato a Confucio. In seguito alle proteste, i vertici della provincia hanno affermato che il progetto non è stato ancora approvato; tuttavia, fonti del governo e personalità del partito rivelano che le autorità locali avrebbero già concesso il nulla osta sottolineando che “la costruzione di un tempio dedicato a Confucio è normale in Vietnam”.

Diverso il parere della gente, che non considera affatto normale e scontato la costruzione di un simile edificio sul proprio territorio. “L’Istituto Confucio - conclude Nguyễn Văn Tuấn, intellettuale e studio di Hanoi - apre la via al governo del Vietnam per raggiungere l’orbita del Partito comunista cinese ed essere sempre più dipendente in futuro dal nuovo impero”.

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