Kandadevi, il festival religioso indù che discrimina i Dalit
Per la prima volta in un villaggio del Tamil Nadu i fuori casta possono partecipare a una cerimonia indù a loro da sempre vietata, ma la concessione è solo una messa in scena: le caste superiori con l'aiuto delle autorità locali continuano a discriminare gli "intoccabili", nonostante la legge sia dalla loro parte.
Kandadevi (AsiaNews) Le autorità di un villaggio nel Tamil Nadu hanno concesso per la prima volta ai Dalit indù di partecipare a una festa religiosa, ma con modalità che fanno pensare a una semplice messa in scena del governo locale a coprire la reale discriminazione, di cui sono oggetto costante questi fuori casta.
Ieri i Dalit di Kandadevi - Tamil Nadu, India del sud hanno partecipato attivamente a una cerimonia religiosa, da anni motivo di tensioni tra questa classe di "intoccabili" e le caste più alte della zona, che impedivano loro l'accesso ai festeggiamenti. Di recente la Corte suprema di Chennai aveva stabilito che tutte le caste devono avere il permesso di partecipare al Kandadevi festival, durante il quale tutta la comunità indù porta in processione un antico carro, vecchio di 300 anni, con sopra l'immagine della divinità Shiva.
L'evento, però, ha avuto tutta l'aria di una messa in scena delle autorità locali interessate a evitare gli scontri verificatisi in passato e ad assecondare le caste dominanti. Per non andare contro la casta dei Thevar e alimentare possibili scontri di classe, appoggiati anche dal governatore J Jayalalithaa, la polizia e le autorità di questo villaggio (400 km da Chennai) avevano assicurato di seguire le direttive della corte solo "letteralmente". Hanno così deciso di selezionare 25 Dalit, accettati anche dai leader della casta dei Thevar e dai nattar locali (discendenti della famiglia reale).
All'ultimo momento, la polizia ha introdotto in modo furtivo nella cerimonia la "delegazione" Dalit, che ha partecipato per qualche minuto al trasporto manuale del carro. Prima della fine della celebrazione i 25 sono stati portati nel tempio e sono potuti tornare a casa solo dopo la fine dei festeggiamenti.
Anand Rao Vishnu Patil, l'amministratore locale, ha dichiarato che "il festival si è svolto in modo pacifico e in armonia"; attivisti per i diritti umani invece hanno definito l'evento una "presa in giro".
Le autorità distrettuali avevano distribuito volantini e affisso poster che chiedevano a tutti di accorrere, ma già alla vigilia della festa religiosa le forze di sicurezza si erano mosse per evitare il tentativo dei Dalit di partecipare in massa alla processione. Alcuni leader dei fuori casta, come K Krishnasamy e T Thirumavalavan sono stati messi in custodia cautelare; ai Dalit dei villaggi limitrofi è stato impedito di entrare a Kandadevi, circondata da un cordone di sicurezza formato da più di 2.500 poliziotti.
Nel 2004 il duro intervento della polizia contro i Dalit, che volevano essere ammessi ai festeggiamenti, aveva sollevato denunce da diversi gruppi internazionali per i diritti umani.
Testimoni oculari raccontano che quest'anno durante la festa si sentivano slogan come "State contestando la nostra processione?", con riferimento agli attivisti Dalit.
Per quasi un secolo le caste superiori indù della zona hanno impedito ai Dalit di partecipare al Kandadevi. Dal 1947, dopo l'indipendenza dell'India, i Dalit hanno cercato di rivendicare questo diritto e nel 1999 un'ordinanza ha dato loro ragione, stabilendo che tutti gli indù potevano trasportare il carro. Nel 2002 il governo ancora non era riuscito a garantire la partecipazione dei Dalit alla cerimonia. Nel 2003, per le forti proteste delle caste più alte, la festività era stata cancellata; l'anno scorso solo 10 Dalit erano presenti, ma non avevano trasportato il carro.
La costituzione indiana vieta la discriminazione contro gli "intoccabili". (MA)
08/11/2018 12:29



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