19/10/2011, 00.00
INDIA
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Kerala: espulso il pastore evangelico Usa William Lee

di Nirmala Carvalho
Accadrà oggi nel tardo pomeriggio. Il giudice ha stabilito anche il pagamento di una multa di 10mila rupie, perché ha partecipato a un festival religioso. L’americano non potrà più tornare in India. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic): “Connivenza di polizia e forze ultranazionaliste indù è una vergogna agli occhi della comunità internazionale”.
Mumbai (AsiaNews) – L’evangelico americano William Lee sarà espulso oggi dall’India per aver violato le norme che regolano il visto turistico, avendo partecipato a un festival religioso. I cristiani criticano la decisione e fanno notare che i turisti che visitano templi indù, non subiscono lo stesso trattamento. L’espulsione è stata decisa dal giudice A. Ijas, della corte di Ernakulam (Kerala). Oltre alla deportazione, Lee dovrà pagare una multa di 10mila rupie (circa 205 dollari) e non potrà più mettere piede in India.

Arrestato nella notte del 14 ottobre scorso, l’americano ha passato quattro giorni in prigione per aver partecipato al Musical Splash 2011, un festival musicale religioso (cfr. AsiaNews, 17.10.2011, “Kerala, arrestato pastore evangelico Usa. Partecipava a un festival di preghiera”). In base alle leggi del Kerala, gli stranieri in possesso di visto turistico non possono prendere parte a incontri religiosi. Insieme a William Lee, la polizia ha arrestato anche Daniel Mathew, Roy Daniels e James, con le stesse accuse.

Per Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), “l’umiliazione di aver messo in manette l’evangelico Lee, come un criminale e senza avere prove certe, implica che solo i cristiani sono vittime di una spudorata persecuzione selettiva, della polizia morale e della violenza etnica”. Inoltre, denuncia l’attivista, “la connivenza della polizia con le forze ultranazionaliste indù del Paese sta gettando la vergogna della comunità internazionale sull’India secolare”.

Sajan George nota che il caso Lee non è un incidente isolato. Sempre in Kerala, anche in passato, dei turisti americani sono stati presi di mira da estremisti indù ed espulsi dal Paese. È accaduto ad Alappuzha, lo scorso giugno, a tre americani. Ancora, nel febbraio 2006: Terrel David, Carl Michael Van Meter e la loro guardia del corpo Taylor David Lee, invitati dalla Church of South India a un convegno, sono stati espulsi.

“Invece – spiega il presidente del Gcic –, gli stranieri che visitano gli ashram (luoghi di meditazione indù) del Kerala, come l’Amma o il Sivananda, non vengono toccati. Perché trattare i cristiani con tale disprezzo e discriminazione? Oltretutto, questo atteggiamento è vergognoso anche per lo spirito di ospitalità indiano, che molti testi dell’induismo promuovono”.
 
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