13/11/2021, 11.02
GIAPPONE
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Kyoto sull'orlo della bancarotta senza i turisti

Il turismo nell'ex capitale dell'impero giapponese è calato dell'88% nel 2020. Il deficit per l'anno fiscale in corso ammonta a circa 383 miliardi di euro. ll sindaco cerca di evitare il fallimento con un piano di ristrutturazione, che però è stato considerato poco ambizioso.

Kyoto (AsiaNews/Agenzie) - La città di Kyoto attende il ritorno dei turisti per sistemare le proprie finanze. Il calo prolungato del turismo, diminuito dell’88% nel 2020 rispetto al 2019, sta pesando sulle casse dell’ex capitale dell’impero giapponese, tanto da costringere il sindaco Daisaku Kadokawa a ventilare “la possibilità di dichiarare la bancarotta nel prossimo decennio”. Come fa notare Le Monde, il deficit per l'anno fiscale che si concluderà a marzo 2022 dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 miliardi di yen (circa 383 milioni di euro), i quali si aggiungeranno agli 860 miliardi di yen di debito accumulato. Se la tendenza continua, le perdite annuali potrebbero raggiungere i 260 miliardi di yen nel 2025.

Al momento la presenza dei turisti negli hotel non raggiunge nemmeno un terzo del dato del 2019 e l’inverno non pare sarà migliore: il governo ha rinviato a febbraio 2022 il programma di sostegno al turismo “Go To Travel”, attualmente in fase di riprogettazione "per essere reso più sicuro dal punto di vista sanitario", secondo le parole del premier Fumio Kishida. Ai visitatori stranieri, compresi gli studenti internazionali, continua a essere vietato l’accesso all’arcipelago.

Il piano di ristrutturazione elaborato dal sindaco prevede di tagliare 550 posti di lavoro nell’amministrazione entro il 2025 e di ridurre l’assistenza sociale. Questo consentirebbe di risparmiare 160 miliardi di yen e di evitare che il governo centrale assuma la gestione della città come successo ad altri comuni. 

Altri problemi tuttavia permangono: l'amministrazione locale deve ancora ripagare una delle due linee metropolitane della città costruita nel 1997 e il cui numero di passeggeri resta al di sotto delle aspettative; le entrate sono limitate perché il 40% della popolazione è composto da studenti o persone sopra i 65 anni che non pagano quasi nessuna tassa. Anche i templi e i santuari sono esenti dall’imposta sugli immobili, mentre le machiya, le tradizionali case in legno (v. foto), godono di una tassazione inferiore.

Secondo i critici, Kyoto dovrebbe allentare la legislazione sull’edilizia che vieta la costruzione di edifici più alti di 31 metri, valore che si abbassa a 15 metri nel centro storico. “L'area intorno alla stazione centrale potrebbe essere sviluppata per incoraggiare nuovi investimenti", ha detto il consigliere comunale Risa Emura. “Molti giovani vogliono lavorare a Kyoto, ma non riescono a trovare un buon lavoro. Per fare carriera se ne vanno”.

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