22/04/2022, 11.18
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L'India vuole introdurre un visto speciale per i trattamenti ayurvedici

di Alessandra De Poli

Lo ha annunciato nei giorni scorsi il primo ministro Narendra Modi in occasione dell'Ayush summit. Il mercato delle medicine tradizionali è in forte espansione anche grazie alle raccomandazioni del governo indiano all'inizio della pandemia. Le esportazioni potrebbero presto essere dirottate verso l'Africa.

New Delhi (AsiaNews) - Agli stranieri che vorranno recarsi in India per cure ayurvediche sarà concesso un apposito visto. Lo ha annunciato il primo ministro indiano Narendra Modi nei giorni scorsi al Global Ayush Investment and Innovation Summit a Gandhinagar, nel Gujarat. All'evento erano presenti anche il Direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il premier delle Mauritius, Pravind Kumar Jugnauth, il ministro della Salute indiano, Mansukh Mandaviya e il ministro dell’Ayush, Sarbananda Sonowal, dove “Ayush” si riferisce a tutta una serie di pratiche di medicina alternativa: naturopatia, omeopatia, ayurveda e sistemi tradizionali indiani come l’unani e il siddha. 

"Stiamo già assistendo a una crescita senza precedenti nella produzione di medicinali, integratori e cosmetici Ayush", ha affermato Modi. "Nel 2014 il settore Ayush rendeva meno di 3 miliardi di dollari, oggi è aumentato a oltre 18 miliardi". Secondo alcune previsioni il settore potrebbe superare i 23 miliardi di dollari nel 2022.

Subito dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19, il governo indiano aveva raccomandato l’utilizzo di prodotti ayurvedici per rafforzare il sistema immunitario contro il coronavirus, portando, ad esempio, a un aumento della vendita della curcuma: il ministero dell’Ayush aveva diffuso un medicinale a base di erbe ritenuto “utile nel trattamento dell'infezione asintomatica, lieve e moderata da coronavirus come coadiuvante alle cure standard”, aveva comunicato il governo. “L'efficacia di questi farmaci è stata dimostrata attraverso solidi studi clinici condotti da più centri”.

L’anno scorso il ministero ha inoltre reso più semplice il rilascio delle licenze per i prodotti ayurvedici. "L'India introdurrà presto il marchio Ayush” per identificare i prodotti ayurvedici, ha aggiunto Modi. “Il marchio sarà assegnato ai prodotti controllati utilizzando la tecnologia più recente. Ciò darà fiducia alle persone di tutto il mondo che vogliono acquistare prodotti Ayush di qualità”.

Secondo i dati del dicastero, le esportazioni di prodotti erboristici ammontavano a più di 539 milioni di dollari durante l'anno fiscale 2020-21, rispetto ai 425,8 milioni del biennio precedente, con una crescita del 31% negli ultimi cinque anni. I principali Paesi di esportazione sono gli Stati Uniti e la Germania, seguiti da Emirati Arabi Uniti, Italia, Corea del Sud, Giappone, Vietnam, Francia, Nepal e Cina.

"La medicina tradizionale ha contribuito ad aumentare il turismo in Kerala. Questa possibilità è in tutta l'India, in ogni angolo dell'India. 'Heal in India' può diventare un grande marchio di questo decennio. Centri benessere basati su ayurveda, unani, siddha, ecc. possono diventare molto popolari", ha continuato Modi.

Intanto l’Oms ha stabilito un centro per la medicina tradizionale a Jamnagar, sempre nel Gujarat. Il 19 aprile Modi e Tedros hanno partecipato alla cerimonia della posa della prima pietra di quello che prenderà il nome di Centro globale per la medicina tradizionale e che sarà finanziato con un investimento di 250 milioni di dollari da parte del governo indiano.

È evidente quindi che Modi stia puntando sulle pratiche indiane tradizionali per fare del Paese il leader mondiale del settore Ayush. E infatti il premier ha citato la possibilità che emerga una “unicorn start-up” (un’azienda che in poco tempo dalla fondazione riesce a ottenere una valutazione pari o superiore a un miliardo di dollari) anche nel settore dell’ayurveda: “Nel 2022 14 start-up indiane sono già entrate a far parte del ‘club degli unicorni’. Sono sicuro che ne emergerà presto una anche nel settore Ayush”, ha commentato il premier.

Il mercato di destinazione potrebbe essere quello africano. A febbraio l’ex primo ministro del Kenya Raila Amolo Odinga aveva detto che sua figlia, dopo essere stata operata per un tumore al cervello nel 2017, lamentava problemi agli occhi, ma aveva riacquistato la vista dopo tre settimane di trattamenti ayurvedici in India: “Utilizzando queste medicine tradizionali ha riacquistato la vista e questo ci ha dato molta fiducia. Ho parlato con il primo ministro Modi per portare questo metodo di trattamento in Africa e utilizzare le nostre piante autoctone per scopi terapeutici”. La prossima sede del Centro globale per la medicina tradizionale potrebbe presto sorgere a Nairobi.

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