26/03/2026, 14.52
LANTERNE ROSSE
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La Cina verso un'assicurazione obbligatoria per l'assistenza agli anziani

Dopo averla già sperimentata in alcune aree con una serie di progetti pilota, la Repubblica popolare si appresta a varare una forma di welfare universale specifico per l'assistenza a lungo termine delle invalidità. Prevista una forma mutualistica alimentata da un'aliquota dello 0,3% sulle retribuzioni. Sostegno alle famiglie in un Paese dove si prevede che già entro il 2033 gli over 65 saranno il 20% della popolazione. 

Milano (AsiaNews/Agenzie) - La Repubblica popolare cinese si appresta ad estendere a tutta la popolazione una forma specifica di welfare per l’assistenza a lungo termine, un problema sempre più urgente in un Paese dove l’invecchiamento della popolazione avanza in maniera inesorabile. Dopo una sperimentazione durata dieci anni in alcune aree pilota, l’Ufficio Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e Ufficio Generale del Consiglio di Stato hanno pubblicato in questi giorni un documento intitolato “Opinioni sull’accelerazione dell’istituzione di un sistema di assistenza a lungo termine” che delinea le coordinate della cosiddetta “sesta assicurazione sociale” obbligatori che Pechino si appresta ad introdurre.

Fino ad ora il sistema del welfare cinese prevedeva cinque forme di sicurezza sociale obbligatoria: il sistema pensionistico, l’assistenza sanitaria di base, la maternità e le assicurazioni contro la disoccupazione e gli infortuni sul lavoro. Con un andamento demografico che vede ormai oltre 220 milioni di cittadini della Repubblica popolare con un’età di oltre 65 anni e con la prospettiva di vedere questa fascia di età rappresentare oltre il 20% della popolazione già nel 2033, sta crescendo in maniera esponenziale il problema dell’assistenza a lungo termine per gli anziani non autosufficienti. Un costo sociale che l’assistenza sanitaria di base non copre e che finisce per gravare sulle spalle delle famiglie.

Già dal 2016 le autorità di Pechino hanno cominciato a elaborare delle possibili risposte di tipo mutualistico, portando avanti una serie di progetti pilota. Queste esperienze nel tempo sono cresciute fino a coprire 92 diverse aree del Paese, con un totale di oltre 300 milioni di persone assicurate. E secondo i dati diffusi in questi giorni già 3,3 milioni di cittadini cinesi con disabilità avrebbero già beneficiato di questi meccanismi, riducendo l’onere economico complessivo per le famiglie di oltre 100 miliardi di yuan (circa 12,5 miliardi di euro ndr).

Di qui ora l’intenzione di estendere la “sesta assicurazione sociale” a tutta la popolazione, con un sistema universale che - promettono gli organi del Partito – presterà particolare attenzione all’equità e alla sostenibilità. Il progetto mira a coprire l’intera popolazione, senza distinzione tra aree urbane e rurali o tra categorie professionali. L’adesione sarà aperta a ogni gruppo di lavoratori con un contributo pari allo 0,3% della retribuzione, suddiviso tra datori di lavoro e individui, con il supporto anche di sussidi pubblici. Le prestazioni, inizialmente saranno concentrate sui casi di disabilità più grave con quote di rimborso differenziate. Nelle risposte viene inoltre privilegiata l’assistenza domiciliare e comunitaria, rispondendo al desiderio diffuso di invecchiare nel proprio ambiente familiare.

Il nuovo fondo assicurativo sarà inserito in un conto speciale della sicurezza sociale, con gestione separata e utilizzo vincolato. Parallelamente, le autorità cinesi stanno lavorando alla creazione di un sistema di servizi integrato, in grado di coordinarsi con l’assicurazione sanitaria e di facilitare i rimborsi anche tra diverse regioni. Pechino è convinta che questo nuovo sistema possa avere anche un impatto economico rilevante. L’espansione dell’assistenza a lungo termine dovrebbe stimolare infatti lo sviluppo di nuovi settori, dalla produzione di dispositivi per l’assistenza domiciliare ai servizi di valutazione della disabilità. Già oggi, gli investimenti sociali in questi ambiti hanno superato i 60 miliardi di yuan (7,5 miliardi di euro ndr), delineando un mercato in forte crescita nella Repubblica popolare.

 

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